Anche quest’anno l’ufficio studi di Mediobanca (Mbres) ha pubblicato l’analisi dei risultati dei fondi di investimento italiani nel corso del 2012.
Ovviamente i tradizionali mezzi di comunicazione hanno accuratamente evitato di fare pubblicità e dare risalto a queste ricerche…
Dallo studio emerge che nel corso del 2012 i risultati sono stati mediamente positivi con un rendimento netto medio del patrimonio valutabile intorno al 6,2%.
Nel mentre però sono aumentati i costi medi di gestione e in linea generale hanno prevalso i riscatti rispetto alle nuove sottoscrizioni.
Il dato che però continua ad emergere è, citando testualmente le parole dell’ufficio studi di Mediobanca, che:
“I rendimenti in un’ottica di lungo periodo sono ancora insoddisfacenti.
Chi avesse investito in tutti i fondi italiani negli ultimi 29 anni avrebbe subìto, rispetto ad un impiego annuale in BOT a 12 mesi, una perdita di oltre una volta il patrimonio iniziale.
Il confronto con il tasso risk free resta negativo sia che si considerino gli ultimi cinque anni o gli ultimi 10.
Chi avesse tenuto un portafoglio con tutti i fondi disponibili negli ultimi 29 anni avrebbe subìto, rispetto ad un impiego
annuale in BOT a 12 mesi, una perdita di patrimonio di oltre una volta il patrimonio iniziale – aumentato nel periodo di sole 3,7 volte contro le 4,8 dei BOT.
Limitandosi ai fondi azionari, la performance 2012 è stata del 10,4%, inferiore a quella (12,6%) delle borse internazionali – loro principale mercato di riferimento -, come pure alla performance della Borsa italiana (11,4%).
Anche qui, la prospettiva di lungo periodo propone un quadro non favorevole.
Negli ultimi 5 anni le perdite dei fondi azionari italiani sono state più pesanti di quelle della media delle borse internazionali, mentre nell’arco temporale con inizio nel 1989 la performance negativa supera anche quella della Borsa italiana”.
Si tratta di commenti severi e pesanti ma supportati da numeri ed analisi matematiche!
Come si diceva un tempo, “carta canta”…
Le generalizzazioni non sono mai corrette però è innegabile che i fondi interessanti ed efficienti siano rari come mosche bianche.
La colpa di questa disfatta non è dei gestori ma della struttura stessa del fondo.
Il fondo infatti ha numerosi difetti, tra cui:
– essere molto costoso: gli alti costi di gestione annua incidono moltissimo sui risultati;
– generalmente i fondi non possono andare short e quindi sono costretti a subire ogni ribasso;
– devono sempre essere investiti per una certa percentuale e questo significa non poter liquidare tutto il portafoglio se le cose volgono al peggio.
Un po’ come essere un pugile sul ring con le braccia legate dietro…
Risulta quindi evidente come il fondo di investimento sia generalmente uno strumento poco efficiente per gestire i propri risparmi!
Spesso infatti è consigliabile utilizzare altri strumenti (ad esempio Etf oppure acquistare direttamente le obbligazioni) e, soprattutto, imparare a gestire il proprio denaro in prima persona: si guadagna di più, si rischia meno e non si ingrassano più le banche…
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