
Al di là dell’aspetto grafico, dove è evidente come i principali indici mondiali siano impostati al ribasso ed abbiano rotto importanti livelli di supporto (area 2.000 per l’S&P500 americano e area 20.000 per il Ftse Mib), il dato più rilevante da sottolineare è la variazione dell’atteggiamento mentale da parte degli investitori.
Se fino a qualche settimana fa, ogni correzione era intesa come un’occasone di ingresso, oggi invece il sentiment è cambiato.
La mia impressione è che, salvo un rimbalzo da ipervenduto nel corso delle prossime sedute, la debolezza sia destinata a continuare.
Dal punto di vista operativo, siamo all’interno di una fase di “risk off”, durante la quale gli investitori diventano avversi al rischio e tendono a liquidare gli asset rischiosi, come l’azionario, per posizionarsi su asset percepiti come a rischio contenuto, come l’obbligazionario e sull’oro.
Dal punto di vista grafico, l’indice italiano Ftse Mib rompe al ribasso l’area del minimo relativo precedente e si porta pericolosamente a contatto con la linea di tendenza rialzista di medio periodo, come illustrato nell’immagine sottostante.
Come detto nelle righe precedenti, nell’immediato mi attendo un rimbalzo da ipervenduto, anche in considerazione che molti titoli si trovano in prossimità delle rispettive aree di supporto, come Telecom, Bpmi, Generali, Anima, Prysmian o Luxottica, ma la debolezza delle quotazioni temo che non sia finita.

L’analisi ciclica del nostro indice Ftse Mib illustra come il medio (grafico settimanale) ed il lungo (grafico mensile) periodo siano ancora al ribasso per cui è logico attendersi che il movimento correttivo non sia ancora terminato.

Anche l’analisi comportamentale ipotizza una continuazione della fase della debolezza, dal momento che la maggioranza dei risparmiatori è rimasta sorpresa dalla velocità del movimento e quindi, trovandosi incastrata sui prezzi, non ha liquidato.
In altre parole, non siamo ancora su un’area di minimo perchè non si è visto il panico dei risparmiatori ed il “selling climax” che lo accompagna.
Sempre deboli anche i mercati azionari emergenti, in particolare quelli dell’america latina.
Il ribasso dell’azionario ha rafforzato l’oro e l’argento che stanno presentando segnali di inversione di tendenza sia sui grafici giornalieri che settimanali, anche se al momento non ci sono ancora conferme sui miei modelli operativi.
Oltre all’aspetto grafico, si tratta indubbiamente di due asset class che esprimono un potenziale di rendimento per cui ritengo che siano da marcare ad uomo.

Tra i singoli titoli, quelli che mantengono tutt’ora un’impostazione rialzista e presentano una buona forza relativa rispetto al mercato sono: Terna, Snam, Amplifon, Panaria group, Recordati, Saes Getters (ordinata e risparmio) , Hera, Aeroporto Marconi, Inwit e Noemalife.
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Buon trading
Gabriele