In questo momento non è facile scrivere un articolo sulle obbligazioni poiché, da quando nel Luglio-Agosto scorso Draghi ha parlato ed ha ventilato di utilizzare la potenza di fuoco della Bce, i prezzi delle obbligazioni sono saliti e di conseguenza sono progressivamente scesi i rendimenti.
Attualmente le obbligazioni con scadenza breve offrono rendimenti decisamente risicati e talmente ridotti da non coprire neanche l’inflazione.
Per illustrare il concetto basti dire come siano sempre più numerosi i rendimenti calcolati sul prezzo “ask”, ossia sulla migliore proposta in vendita, che presentano valori negativi.
Personalmente ho qualche dubbio che questa situazione anormale di bassi rendimenti sia destinata a continuare ancora a lungo.
Non credo che sia un caso che molte aziende stiano correndo a finanziarsi in questo periodo per potersi finanziare a bassissimo costo.
Atlantia, Telecom e Finmeccanica sono solo alcuni dei nomi che nell’ultimo periodo hanno deciso di approfittare di questa situazione anomala per chiedere soldi in prestito agli investitori.
Questa corsa all’emissione obbligazionaria mi spinge a ipotizzare che anche queste società pensino che questo momento sia un’occasione vantaggiosa, oltre che irripetibile e poco duratura, per finanziarsi a basso prezzo.
Per individuare rendimenti più consistenti occorre aumentare il rischio emittente oppure volgere l’attenzione alle obbligazioni con scadenza oltre il 2016.
Aumentare il rischio significa orientarsi verso obbligazioni di emittenti con qualche problema, ad esempio le obbligazioni Ote, che sarebbe la Telecom greca, Monte Paschi Siena o Dexia.
Ma anche queste obbligazioni ormai su scadenze brevi offrono rendimenti non troppo elevati e soprattutto non in linea con il grado di rischio. In pratica il rendimento è comunque basso se rapportato al grado di rischio.
Queste ultime obbligazioni con scadenza brevissima in un portafoglio opportunamente diversificato ci possono stare ma diciamo che non sono i titoli su cui dovrebbe investire il buon padre di famiglia.
Le scadenze superiori al 2015-2016 onestamente non mi entusiasmano in questo momento.
Il rendimento aumenta ma non tanto da compensare, a mio giudizio, il rischio di restare incastrati se i prezzi del mercato obbligazionario dovessero correggere un poco.
Personalmente in questo periodo utilizzo queste scadenze solo per operazioni in stile trading piuttosto che come investimento con l’obiettivo di portare a scadenza.
In questo contesto è più saggio e meno rischioso, oltre che più remunerativo, operare attraverso i disallineamenti dei rendimenti di obbligazioni dello stesso emittente oppure di emittenti simili con uguale rating e ovviamente su scadenze uguali.
Per poter eseguire questa operatività è necessario organizzarsi e costruirsi dei file excel per seguire in tempo reale i rendimenti delle obbligazioni, come mostrerò il prossimo 31 Gennaio all’evento gratuito “Market Training Tour” di Milano.
Restate sintonizzati perchè nei prossimi giorni analizzeremo nel dettaglio alcune singole obbligazioni.
buon trading
gab
{module Adsense articolo}