
Fino a qualche anno fa era relativamente semplice far fruttare i propri risparmi: il risparmiatore italiano acquistava titoli di stato e immobili.
I titoli di stato permettevano di incassare cedole e di ottenere un rendimento soddisfacente a fronte di un grado di rischio contenuto mentre gli immobili permettevano di incassare un affitto e contemporaneamente tendevano ad aumentare di valore.
La semplicità, la sicurezza e i rendimenti offerti da questi strumenti nel passato sono state valide soluzioni di investimento.
Purtroppo oggi entrambe queste soluzioni di investimento presentano delle criticità, da un lato tendono a non offrire più un rendimento soddisfacente e dall’altro lato anche il grado di rischio dell’investimento è aumentato.
Pensiamo ai titoli di stato italiani che sono passati nell’arco di pochi anni dal rischio default e da rendimenti del 6,80%, al tempo della caduta del governo Berlusconi e l’arrivo di Mario Monti, fino al rendimento negativo delle scadenze brevi e dal rendimento striminzito delle scadenze medio-lunghe.
In pratica nell’arco di pochi anni il risparmiatore italiano ha vissuto situazioni opposte, che destabilizzano sia a livello di scelte di investimento che a livello emotivo.
Non è certamente migliore lo stato di salute del mercato immobiliare italiano che si trova all’interno di una generale e prolungata fase di ribasso del prezzo del mattone, salvo rare eccezioni come alcune zone o location caratteristiche e uniche.
A questo trend generale, occorre aggiungere l’incertezza fiscale e l’insolvenza degli inquilini che, complice la situazione economica degli ultimi anni, è un dato in aumento.
Morale della favola, oggi è sbagliato investire utilizzando le regole e le soluzioni di investimento che ieri hanno fatto la fortuna dei nostri genitori e dei nostri nonni.
Investire oggi con le regole di ieri, è come guidare guardando lo specchietto retrovisore…il rischio di finire in un fosso è elevato!
In questo contesto c’è però una notizia positiva.
Oggi rispetto al passato un investitore ha la possibilità utilizzare numerosi strumenti di investimento, che anni fa non esistevano, che permettono di investire su ogni asset class e in ogni parte del mondo.
Oggi un investitore può contare su numerose soluzioni come:
-obbligazioni
-azioni
-ETF e fondi comuni di investimento
-certificati di investimento
-prodotti derivati, come opzioni e futures
-valute
-materie prime
-immobili
A fianco di queste soluzioni, nel corso degli ultimi anni hanno preso piede soluzioni meno conosciute ma che indubbiamente meritano di essere valutate e inserite all’interno della propria personale pianificazione finanziaria.
Mi riferisco “crowdfunding” che è una forma di finanziamento collettivo che permette ad una società di ottenere finanziamenti o prestiti direttamente dai risparmiatori e, al tempo stesso, fornisce a questi ultimi la possibilità di investire, anche cifre contenute, finanziando l’economia reale.
Le principali forme di crowdfunding sono l’equity e il lending.
L’”equity” crowdfunding permette di diventare azionista di startup o piccole imprese mentre invece il “lending”, chiamato anche P2P lending, consiste nel concedere denaro in prestito ad una società.
Tra queste due tipologie, la mia attenzione è principalmente catturata dal “lending” crowdfunding che nel corso degli ultimi anni ha visto una crescita esponenziale: da un lato imponendosi sul mercato del credito alle piccole e medie imprese italiane, dall’altro dando l’opportunità ad investitori retail di aggiungere questo strumento alternativo al loro portfolio.
Nonostante l’enorme crescita però, risulta ancora oggi un’opportunità d’investimento sconosciuta alla maggioranza degli investitori.
Per colmare questa lacuna e descrivere questa interessante soluzione di investimento, ho chiesto a Roberto Ghilardini, founder di Investimento Digitale, di guidarci alla scoperta del lending crowdfunding, entrando nei dettagli delle caratteristiche, dei pregi e dei rischi e del funzionamento anche dal punto di vista normativo, fiscale e legale.
Abbiamo quindi organizzato una video conferenza gratuita, che si svolgerà lunedì 28 marzo alle ore 21, in cui descriveremo tutte le caratteristiche del Lending Crowdfunding.
Entrando nel dettaglio, durante la video conferenza tratteremo i seguenti punti:
- Introduzione ad Investimento Digitale
- Cos’è il Crowdfunding
- Principali differenze tra Equity e Lending crowdfunding
- I dati del Lending Crowdfunding in Italia
- fonte: osservatorio sul crowdinvesting del Politecnico di Milano
- Descrizione sintetica del funzionamento di Investimento Digitale
- modalità di iscrizione
- registrazione
- apertura wallet
- procedura di investimento
- Cosa avviene in un’operazione di Lending Crowdfunding
- descrizione della contrattualistica
- descrizione delle modalità di restituzione
- Modello di Rating
- l’importanza di un rating indipendente
- la delibera di un organo competente
- Che tipo di progetti presenta Investimento Digitale
- analisi di due progetti presenti in piattaforma
- La sicurezza e l’impatto fiscale
- la garanzia dell’istituto di pagamento e del transito delle somme
- impatto fiscale sugli interessi
- Quadro normativo in Italia e in Europa
- nuovo regolamento unico europeo
- dossier consob e banca d’italia
Come al solito la partecipazione è gratuita ma occorre registrarsi al link https://attendee.gotowebinar.com/register/7909059134003544075
Buon investing, Gabriele