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Italia: inferno fiscale!

Sempre più italiani volgono lo sguardo oltre confine alla ricerca di un paradiso fiscale.
Onestamente la scelta è ampia, considerando che l’Italia è un inferno fiscale talmente è alta la pressione fiscale
Solo in ambito finanziario negli ultimi anni abbiamo assistito all’innalzamento del capital gain e dell’imposta di bollo, oltre alla nascita della Tobin tax.
Procedendo con ordine, cerchiamo di fare il punto della situazione.
Il capital gain è la tassazione che colpisce i guadagni frutto della compravendita di strumenti finanziari.
Fino al 2011 il capital gain era del 12,5% sul guadagno conseguito su ogni strumento finanziario.
Dal 2012 in poi il capital gain è rimasto del 12,5% solamente per i titoli di stato mentre è diventato del 20% (è quasi raddoppiato) su tutti gli altri strumenti come azioni, obbligazioni corporate e finanziarie, fondi ed Etf.
Strumento Prima del 2012 Dopo il 2012
Titoli di stato 12,50 % 12,50 %
Etf / Fondi su titoli di stato 12,50 % 12,50 % per quota di titoli di stato
20 % per quota bond corporate
Obbligazioni societarie 12,50 % 20%
Etf  e fondi  obbligazioni 12,50 % 20%
12,50 % per quota titoli di stato
Azioni 12,50 % 20%
Etf e fondi azionari 12,50 % 20%
Conti correnti 27 % 20%
Conti deposito 27 % 20%

La Tobin tax è la nuova tassa che colpirà dal prossimo Marzo le transazioni azionarie e dal prossimo Luglio l’operatività sui derivati.
Per quanto riguarda le azioni saranno colpite dalla tassa solo le transazioni multiday che riguarderanno solo i titoli italiani che abbiano una capitalizzazione di borsa superiore ai 500 milioni di euro.
Verranno colpite solo le operazioni di acquisto per cui la tassa non si applicherà alle operazioni di vendita.
La tassa verrà applicata dal 1 Marzo e per tutto il 2013 nella misura dello 0,12% all’atto dell’acquisto, ossia la paga solo chi acquista e non chi vende.
Se l’operazione è short (vendita allo scoperto) la tassa sarà pagata nel momento dell’acquisto e quindi nel momento in cui viene ricoperta la posizione ribassista.
Nel 2014 la percentuale calerà leggermente ed ogni transazione di acquisto verrà colpita dello 0,10%.

Restano quindi esclusi dalla tassa:
operazioni intraday, ossia tutte le operazioni che si aprono e chiudono entro la fine della stessa sessione di contrattazione:
azioni estere;
– azioni di società con una capitalizzazione di borsa inferiore ai 500 milioni di euro: questo significa che vengono escluse solo le società minuscole e decisamente poco scambiate su cui i rischi operativi non sono certo bassi (rischio di restare con il cerino in mano).
Per quanto riguarda i derivati (future sul Ftse Mib e opzioni) saranno colpiti dalla tassa sia il compratore che il venditore e saranno tassate sia le operazioni intraday che quelle multiday.
L’applicazione scatterà il prossimo 1 Luglio e colpirà solo i derivati con sottostante azioni o indici italiani.
Questa tassa colpirà sia i future su azioni (stock futures) che indici (Fib), oltre alle opzioni Mibo e Iso Alfa.
Sono inoltre coinvolti  anche i certificati, i Cfd, i covered warrants o le opzioni binarie che abbiano come sottostante azioni o indici italiani.
La tassa sarà una tariffa fissa che varia in base al valore dell’operazione.

Restano quindi esclusi dalla tassa i derivati esteri: Dax, EuroStoxx, Bund, mini Sp…

Infine restano esclusi dalla nuova tassazione:
– titoli di stato e obbligazioni
– Etf e Etc 
fondi di investimento e Sicav
– Forex (mercato valutario)
– Commodity (materie prime)

 

Infine abbiamo l’imposta di bollo, che da quest’anno sarà del 1,5 per mille senza alcun tetto massimo.
Senza tanti giri di parole, si tratta di una patrimoniale bella e buona.
La nuova imposta di bollo colpirà tutti gli strumenti finanziari, compresi i titoli di stato e i conti deposito. Unica esenzione per i fondi pensione.
Discorso a parte per i conti correnti: i conti correnti fino a 5.000 € non pagano questa imposta.
Invece i conti correnti con un ammontare superiore ai 5.000 € mantengono l’importo fisso di 34,50 € annui.
Alcune banche online stanno lanciando interessanti offerte del tipo “ti paghiamo noi il bollo se attivi il prestito titoli” come Webank oppure Binck.
Ma è probabile che anche altre facciano queste offerte, per cui vi consiglio di guardarvi intorno in cerca di offerte interessanti che vadano in questa direzione.
Attenzione solo ad un dettaglio: molte offerte sono limitate nel tempo e nell’importo, per cui verificate bene le condizioni prima di aderire.

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buon trading

gab

 

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