Da oggi (martedì 5 Novembre ) fino a venerdì alle 17,30 sarà possibile sottoscrivere il nuovo Btp Italia 2017.
Attenzione perché la sottoscrizione potrebbe essere chiusa in anticipo qualora l’importo massimo in emissione venga raggiunto prima di venerdì.
In ogni caso, come riportato sul documento ufficiale, la chiusura anticipata non potrà avvenire prima delle ore 14,00 del secondo giorno di collocamento (6 Novembre).
E’ importante ricordare che per l’anno 2013 questa sarà l’ultima emissione di Btp Italia.
Il Btp Italia è un titolo emesso dallo stato italiano ed ha le seguenti caratteristiche:
– È l’unico titolo di stato quotato e indicizzato all’inflazione italiana. Il “fratello” Btp infatti è indicizzato all’inflazione europea;
– Il tasso di interesse reale ufficiale verrà comunicato sulla base delle condizioni di mercato del giorno 8 Novembre (o del giorno di chiusura anticipata) ma non potrà essere inferiore al 2,15%, come comunicato ieri dal ministero del Tesoro;
– La cedola è semestrale ed a tasso fisso ma calcolata sul capitale rivalutato all’inflazione del semestre di riferimento. L’inflazione è calcolata sulla base dell’indice Istat FOI (indice dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati con esclusione dei tabacchi);
– In caso di deflazione è garantito il rimborso del capitale nominale a scadenza;
– In caso di deflazione le cedole vengono comunque calcolate sul capitale nominale investito;
– Ogni sei mesi, congiuntamente al pagamento della cedola, si recupera anche l’inflazione grazie alla rivalutazione del capitale. La rivalutazione del capitale viene quindi corrisposta unitamente alla cedola;
– La durata è di 4 anni, per cui la scadenza di questa emissione avverrà il 12 Novembre 2017;
– Il prezzo di acquisto è 100;
– Sei si acquista in emissione non si pagano commissioni;
– Il codice Isin è IT0004969207;
– Il taglio minimo è di 1.000 €, quindi si possono acquistare multipli di 1.000 €;
– Il mercato di quotazione sarà il Mot di Borsa Italiana;
– Il primo giorno di quotazione (data di godimento) sarà il 12 Novembre;
– La tassazione su questo strumento, come su tutti i titoli di stato, ammonta al 12,5%;
– Se si acquista in sottoscrizione e si mantiene in portafoglio ininterrottamente fino a scadenza, è previsto un “premio fedeltà” che ammonta al 4 per mille lordo sul valore nominale (non rivalutato) dell’investimento;
– Questo titolo di stato rientra tra quelli soggetti alle Cacs (per chi non conoscesse queste simpatiche clausole consiglio di leggere questo mio articolo).
Per chi opera in modo dinamico e punta ad acquistare e rivendere il Btp Italia in breve tempo, magari sfruttando disallineamenti di rendimento, direi che rispetto agli altri Btp Italia già quotati non presenta margini operativi degni di nota.
Per chi invece punta ad acquistare il titolo e mantenerlo nel cassetto fino a scadenza (verificare che il 2017 sia compatibile con la vostra ottica temporale e che il denaro non vi serva prima della scadenza) il Btp Italia potrebbe anche essere una soluzione da valutare, considerando che copre dall’inflazione italiana, che non si pagano commissioni di acquisto e che c’è il “premio fedeltà”.
Attenzione però perché prima di sottoscrivere questo Btp Italia occorrerebbe valutare anche l’ipotesi alternativa, ossia l’acquisto dei buoni fruttiferi postali indicizzati all’inflazione.
Entrambi questi strumenti hanno il pregio di coprire l’investitore dall’inflazione italiana, ma i buoni fruttiferi postali indicizzati all’inflazione hanno un vantaggio significativo rispetto al Btp Italia: non sono soggetti al “rischio prezzo” ed alle oscillazioni di mercato, che di questi tempi non è un dettaglio di poco conto.
Un esempio chiarirà meglio di mille parole: immaginiamo due gemelli che vogliano investire entrambi in titoli di stato che forniscano protezione dall’inflazione italiana.
Uno va in banca e sottoscrive un Btp Italia mentre l’altro va in posta e sottoscrive dei buoni fruttiferi postali indicizzati all’inflazione.
Immaginiamo adesso che, dopo un paio di anni, sui mercati finanziari torni un po’ di mare mosso e che la tempesta coinvolga nuovamente i nostri titoli di stato.
A quel punto i due gemelli si spaventano e corrono a liquidare il loro investimenti.
Il primo, quello che in sottoscrizione aveva acquistato a 100 i Btp Italia, scopre che il prezzo di mercato è sceso a 90-95 (numero di fantasia per spiegare il concetto ) per cui in conto capitale ha subito una perdita.
Il secondo gemello invece, quello che aveva acquistato i buoni fruttiferi postali indicizzati all’inflazione, si vede rimborsato a 100 (poiché il prodotto non è quotato e viene sempre rimborsato alla pari), oltre a percepire ovviamente interessi e rivalutazione.
La differenza tra i due strumenti non è quindi di poco conto!
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