Un certificato su Unicredit

 

Negli ultimi giorni, complice il ribasso dei titoli bancari, una delle richieste che mi sono state rivolte con maggiore frequenza è “mi consigli un certificato con sottostante Unicredit?“.

 

In quest’ottica un certificato da valutare è un “Express Certificate” emesso da Leonteq con codice isin CH0562309994.

 

 

 

Partiamo dalla descrizione delle caratteristiche essenziali di questo certificato

-Questo certificato appartiene alla tipologia dei prodotti a “capitale condizionatamente protetto”

-L’obiettivo finanziario è quello di generare una “entrata periodica” per l’investitore

-Il nome commerciale è “express memory” (famiglia dei “cash collect”)

-Il codice ISIN è CH0562309994

-L’emittente è Leonteq

-Il prezzo attuale del certificato è in area 936 euro per cui è leggermente inferiore rispetto al valore nominale di emissione di 1.000

-La scadenza naturale è prevista il 07/09/2023, salvo si verifichi l’opzione “autocall”

-Il prodotto è quotato sul mercato Sedex di Borsa Italiana e quindi può essere negoziato (acquistato e venduto) in tempo reale in qualsiasi momento

-Il sottostante è Unicredit

-Lo Strike (prezzo del sottostante al momento dell’emissione) è posto a 8,07 euro

-La barriera è “discreta” (attiva solo a scadenza)

-La barriera è posta da 4,842 euro

-La quotazione attuale del sottostante (Unicredit) è 6,89 euro

-L’attuale distanza del sottostante dal livello della barriera ammonta al 31%

-La cedola trimestrale ammonta al 2,50%

-La cedola gode dell’effetto memoria

-La frequenza di pagamento della cedola è trimestrale

-L’opzione “autocall” è attiva a partire dalla seconda data di rilevazione (marzo 2021) fino alla data di scadenza

-La trigger, ossia il prezzo che determina l’attivazione dell’opzione “autocall” è decrescente nel corso del tempo, aumentando le possibilità di un richiamo anticipato del certificato rispetto alla sua naturale scadenza. Questo aspetto non costituisce una criticità dal momento che il certificato attualmente quota (936 euro) ad un prezzo inferiore a quello di rimborso (1.000 euro), in caso di attivazione dell’opzione call

-Le cedole e le eventuali plusvalenze (differenza positiva tra il prezzo di acquisto e quello di vendita o di rimborso) costituiscono “reddito diverso” per cui possono essere utilizzati per recuperare eventuali minusvalenze pregresse.

 

 

 

 

Passiamo adesso all’analisi della struttura del certificato

Se acquisti questo certificato, in occasione della prossima data di rilevazione (4 dicembre 2020), in cui non è ancora attiva l’opzione autocall, ti troverai di fronte a 2 scenari:

-il prezzo del sottostante (Unicredit) è uguale o superiore al valore della barriera (4,842 euro): in questo caso, riceverai la cedola del 2,50% e il certificato resterà in vita e si andrà alla successiva data di rilevazione.

Questo scenario rappresenta la condizione ideale per il risparmiatore che incassa la cedola e si vede mantenere in vita il certificato con la possibilità di incassare anche le successive cedole.

-il prezzo del sottostante è inferiore al valore della barriera: in questo caso, non riceverai la cedola ma, considerando che la cedola è ad effetto memoria, non è persa ma potrà essere recuperata in futuro qualora in una successiva data di rilevazione il prezzo del sottostante sarà nuovamente superiore al valore della barriera.

 

 

 

A partire dalla successiva data di rilevazione (4 marzo 2021) sarà attiva l’opzione autocall per cui ti troverai davanti a 3 scenari:

-il prezzo del sottostante (Unicredit) è superiore al valore dello Strike (8,07 euro): in questo caso scatta l’opzione autocall per cui il certificato mantiene la protezione del capitale, rimborsa 1000 e paga la cedola del 2,50%.

-il prezzo del sottostante (Unicredit) è uguale o superiore al valore della barriera ma inferiore allo Strike: in questo caso, riceverai la cedola del 2,50% e il certificato resterà in vita e si andrà alla successiva data di rilevazione.

-il prezzo del sottostante è inferiore al valore della barriera: in questo caso, non riceverai la cedola e si andrà alla scadenza successiva

 

Quest’ultimo scenario si verificherà anche in occasione delle successive date di rilevazione, con la sola differenza che a partire da giugno 2021 il livello della Trigger tenderà a diminuire ogni due date di rilevazione.

Entrando nel dettaglio:

-a giugno e settembre 2021 la Trigger avrà un valore uguale al 95% dello Strike
-a dicembre 2021 e marzo 2022 la Trigger avrà un valore uguale al 90% dello Strike
-a giugno e settembre 2022 la Trigger avrà un valore uguale al 85% dello Strike
-a dicembre 2022 e marzo e giugno 2023 la Trigger avrà un valore uguale al 80% dello Strike

 

Qualora il certificato non venga mai rimborsato in anticipo rispetto alla naturale scadenza, a scadenza ti troverai di fronte a 2 scenari:

-il prezzo del sottostante è uguale o superiore al valore della barriera: in questo caso il certificato mantiene la protezione, rimborsa 1.000 euro e paga l’ultima cedola del 2,50%.

-il prezzo del sottostante è inferiore al valore della barriera: in questo caso il certificato perde la protezione e il certificato rimborsa la performance negativa del sottostante.

Nel caso specifico, il prezzo di rimborso del certificato sarà calcolato attraverso la formula (prezzo finale / strike) * 100 

 

 

 

 

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