
In seguito alla video conferenza “Dove investire nel 2015?” mi sono giunte numerose email con domande in merito agli alti dividendi offerti dai titoli energetici, o più in generale sul settore delle utility.
In un periodo di bassi tassi di interesse, i pingui dividendi offerti da alcune azioni diventano infatti particolarmente allettanti per gli investitori a caccia di entrate monetarie.
Ho quindi deciso di scrivere un articolo per far luce su questo argomento su cui spesso c’è parecchia confusione e molta improvvisazione.
Partiamo dalla tabella che riassume, ed elenca in ordine decrescente, il “dividend yield” delle azioni del settore delle utility di Piazza Affari.
|
Titolo |
Dividend Yield |
|
Eni |
7,94 |
|
Ascopiave |
6,76 |
|
Snam |
6,32 |
|
Edison rnc |
5,92 |
|
Iren |
5,9 |
|
Terna |
5,56 |
|
Erg |
5,44 |
|
Acea |
4,66 |
|
Hera |
4,53 |
|
Gasplus |
4,53 |
|
Terna Energia |
4,19 |
|
Acsm Agam |
4,1 |
|
A2a |
4,04 |
|
Enel |
3,68 |
|
Falck renewables |
3,53 |
|
Alerion cleanpower |
2,8 |
|
Enel green power |
1,87 |
|
Saipem |
0 |
|
Saras |
0 |
|
Ergycapital |
0 |
|
KR energy |
0 |
Nb: il rapporto “dividend/yield” è riferito alle quotazioni di sabato 10 Gennaio.
Nb2: i titoli in grassetto sono quelli delle società che fanno parte del paniere Ftse Mib.
La logica della costruzione di questa graduatoria dovrebbe essere quella di individuare i titoli che presentano il rapporto più elevato tra dividendo e prezzo, con l’obiettivo di acquistare i migliori che emergono da questa selezione.
A questo punto vi pongo una domanda: “siete sicuri che questi rendimenti siano vera gloria?”.
Partiamo dall’illustrare la formula di calcolo del “dividend yield” che è uguale a dividendo/prezzo e corrisponde quindi al rapporto tra il valore del dividendo e il prezzo dell’azione.
Una prima criticità emerge già analizzando la formula: mentre il prezzo dell’azione utilizzato per il calcolo è quello di mercato, e quindi si tratta di un valore che si riferisce al presente; al contrario il valore del dividendo si riferisce al valore staccato l’anno precedente e quindi si tratta di un dato che si riferisce al passato.
Ne consegue che il valore individuato può trarre in inganno dal momento che non c’è certezza che il dividendo resti stabile di anno in anno.
Non dimenticate che una manciata di anni fa nella “top ten delle blue chips italiane” dei titoli con il principale dividend yield figuravano anche Finmeccanica e Telecom, che nell’ultimo esercizio non hanno invece staccato alcun dividendo.
Tornando all’attualità, come non ricordare che nel corso degli ultimi mesi il prezzo del petrolio si è fortemente ridimensionato causando un impatto negativo sui bilanci di alcune delle utility in tabella, che potrebbero di conseguenza ridurre l’ammontare monetario del dividendo che verrà distribuito nei prossimi mesi.
Per cercare di ovviare a questo difetto è saggio informarsi periodicamente sul bilancio e sull’andamento delle trimestrali, per capire se la società produce utili, se continuerà a staccare dividendo ed eventualmente di quale importo.
L’ideale sarebbe restringere il campo alle sole società che hanno prospettive di crescita degli utili.
Particolarmente utile anche concentrarsi sulle società che adottano una politica dei dividendi stabile e costante nel corso degli anni.
Importante inoltre verificare che il dividendo dell’anno precedente non sia stato “straordinario”, perché in tal caso non sarebbe replicabile e quindi il risultato della formula non sarebbe attendibile.
Ad un osservatore attento non sarà sfuggito che un alto valore del dividend yield potrebbe in realtà essere l’avvisaglia di una azienda in difficoltà e non di un buon affare!
In questo caso infatti l’alto valore del rapporto sarebbe determinato dal forte ribasso delle quotazioni del titolo.
Non dimentichiamo infatti che se il prezzo dell’azione scende, di conseguenza sale il valore del dividend yield. E viceversa.
In questo contesto, oltre che verificare la presenza e l’entità degli utili societari, è saggio rivolgersi all’analisi tecnica ed aspettare segnali di accumulo oppure di inversione di tendenza prima di entrare in acquisto.
D’ora in poi prima di acquistare un titolo solo in base al rapporto “dividend yield” investigate a fondo in modo da non scambiare un fondo di bottiglia per un diamante…
Ad integrazione dello scritto, inserisco il grafico (su base settimanale) di medio periodo delle utility quotate a Piazza Affari.
Eni

Ascopiave
Snam
Edison Risparmio
Iren
Terna
Erg
Acea
Hera
Gasplus
Terni Energia
Acsm agam
A2a
Enel
Falck
Alerion
Enel Green Power
Saipem
Saras
Ergycapital
KR Energy

© Riproduzione parziale o totale concessa con espressa citazione della fonte

Segnalo che è online la registrazione della video conferenza “Dove investire nel 2015?” che potrete consultare cliccando qui.
Buon trading
Gab
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