Chiuderà in anticipo oggi (martedì 16 Aprile alle ore 17,30) la sottoscrizione del nuovo Btp Italia iniziata ieri e che ha visto un notevole successo. Le caratteristiche di questa nuova emissione sono:
– Codice Isin IT0004917958
– Durata: 4 anni
– Scadenza: 22 Aprile 2017
– Inizio quotazioni: 22 Aprile 2013
– Taglio minimo: 1000 €
– Tasso cedolare reale minimo garantito: 2,25%. Il tasso definitivo sarà definito al termine del periodo di sottoscrizione ma non potrà essere inferiore al 2,25%.
– Tipologia di indicizzazione: inflazione italiana (indice Foi)
– Capitale: la rivalutazione avviene su base semestrale in base all’indice di inflazione Foi applicato al valore nominale. Invece il capitale è rimborsato a 100 a scadenza.
– Per gli investitori che manterranno il titolo dalla sottoscrizione ininterrottamente fino a scadenza è previsto un premio fedeltà pari al 4 per mille lordo sul valore nominale.
– In sottoscrizione non si pagano le commissioni di acquisto
Dopo aver sintetizzato le caratteristiche salienti, occorre capire se questa emissione è interessante da sottoscrivere.
Per valutare la convenienza occorre paragonare il rendimento minimo offerto da questa emissione con il rendimento offerto (ipotizzando l’inflazione uguale a zero) dagli altri Btp Italia già quotati.
Dal confronto emerge che il rendimento del nuovo Btp Italia non sembra particolarmente attraente se confrontato con le altre emissioni già quotate, che in alcuni casi (Giugno 2016 con Isin IT0004821432) offrono rendimenti leggermente più elevati.
Personalmente non vedo quindi nessun disallineamento di prezzo/rendimento significativo da colmare.
Questa emissione ha inoltre un difetto, ossia è soggetta alle “clausole di azione collettiva” (in gergo tecnico CACs) che lo rendono (almeno in teoria) meno sicuro di un titolo di stato emesso prima del 2013.
Questa informazione è confermata nel memorandum pubblicato dal Dipartimento del Tesoro e consultabile a pagina 9 cliccando qui.
Per chi non sapesse cosa sono le CACs, consiglio vivamente di leggere questo mio articolo.
In conclusione non si tratta di un’emissione particolarmente sexy come rendimento e con il difetto delle Cacs.
Può essere interessante solo per l’investitore-cassettista che è solito portare a scadenza le obbligazioni e desidera un titolo di stato che copra dall’inflazione e con un leggero bonus fornito dal “premio fedeltà del 4 per mille”.
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