Le parole d’ordine in questo contesto di mercato sono indubbiamente incertezza, nervosismo e volatilità, con i mercati finanziari, in particolare quelli europei, ancora in balia della telenovelas greca…
Da settimane ormai gli operatori prendono posizione sui mercati ragionando di pancia ed in base alle indiscrezioni diffuse dalla stampa piuttosto che in modo razionale ed analizzando dati certi.
Per scrivere questo articolo ho volutamente atteso l’esito della maratona notturna tra Tsipras, Merkel, Hollande e Tusk che è terminata con un accordo per un prestito ponte che scongiura l’uscita della Grecia dall’Euro.
Al momento non sono ancora stati resi noti i dettagli dell’accordo ma la notizia è positiva per i mercati finanziari perchè dirada l’incertezza (ovviamente fino alla prossima puntata della tragedia greca, perchè con questo accordo i problemi greci non sono mica finiti ed anzi ne parleremo ancora a lungo) che è il peggiore nemico dei mercati finanziari.
A dimostrazione della schizofrenia operativa che ha accompagnato le ultime settimane ci sono i numerosi “gap” che si sono susseguiti nelle ultime settimane sui listini europei, come illustrato nell’immagine sottostante che illustra il nostro indice Ftse Mib.
Come se non bastasse la Grecia, nelle ultime settimane è esplosa anche la bolla cinese che ha ulteriormente complicato il quadro generale, andando a destabilizzare l’area asiatica che fino a questo momento era stata positiva e poco volatile.
A livello mondiale, il mercato con la migliore impostazione grafica è Wall Street, che presenta un medio periodo ancora al rialzo ed un breve periodo in laterale.
Il mercato azionario americano è anche il più forte, tra le principali piazze finanziarie, a livello di forza relativa.
A livello grafico, occorre sottolineare come nell’ultima settimana l’indice S&P500 abbia retto alla pressione ribassista che si è spenta sull’area di supporto di 2.034 punti che è il livello operativo su cui puntare i fari nei prossimi giorni, dal momento che la rottura al ribasso di questo minimo relativo precedente sarebbe un segnale ribassista da non trascurare.
Sempre nel corso dell’ultima settimana le quotazioni del S&P500 hanno rotto al ribasso ma subito recuperato la media mobile a 200 giorni, che spesso funge da supporto psicologico.
Non c’è dubbio quindi che l’attuale area di supporto sia un punto cruciale ed un importante livello operativo da monitorare con particolare attenzione!
Importante inoltre sottolineare come a Wall Street sarà una settimana densa di appuntamenti importanti che spaziano dalle audizioni che la Yellen (presidente della Fed) terrà a Camera e Senato all’ingresso nel vivo della stagione delle trimestrali (questa settimana sarà il momento di Google, Ebay ed altri pezzi da novanta…).
Per consultare l’elenco completo dei dati “market mover” della settimana cliccare qui.
In Europa il mercato resta debole sia dal punto di vista grafico che dal punto della forza relativa, anche se è da sottolineare come un accordo sulla vicenda greca dovrebbe portare positività sul mercato e quindi lo scenario ribassista potrebbe mutare e lasciare spazio ad un breve periodo positivo.
Nel sottostante grafico dell’indice Eurostoxx possiamo notare sia la tendenza di breve al ribasso (minimi e massimi decrescenti) che l’aumento della volatilità che ha contraddistinto le ultime settimane (volatilità che è testimoniata sia dai numerosi “gap” che dalle barre ad ampio range).
Stessa impostazione grafica e stesse implicazioni anche per il nostro indice Ftse Mib.
Dal punto di vista operativo aspetterei i pull back dei titoli per entrare in acquisto e non entrerei adesso sull’emotività dell’annuncio dell’accordo!

Per gli approfondimenti sui mercati, le strategie operative concrete e per l’analisi dei singoli titoli e dei beni rifugio, come oro e argento, vi rimando alla tradizionale video conferenza gratuita che si svolgerà mercoledì sera alle ore 21!
Come al solito la partecipazione è gratuita ma occorre iscriversi per tempo.
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Buon trading
gabriele
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