Altra settimana di passione, ai limiti del “panic selling”, sui mercati finanziari tra dati macro che mostrano un’economia globale particolarmente debole, il nuovo atto della tragedia greca e l’attesa per i risultati degli stress test.
Nonostante il rimbalzo di venerdì scorso, la situazione appare ancora particolarmente delicata sia sul mercato azionario americano che su quello europeo, al punto che non mi stupirei se le banche centrali dovessero tornare sui propri passi e prolungare le politiche monetarie accomodanti.
Spero di sbagliarmi ma personalmente temo che il mercato non abbia terminato di sfogarsi e che il minimo di mercato non sia ancora stato raggiunto.
Nel dettaglio, mi aspetto un rimbalzo nell’immediato dal momento che molti titoli si trovano su importanti livelli di supporto, ma temo che seguirà poi una nuova fase di debolezza.
In settimana individuo due elementi potenzialmente destabilizzanti per i mercati.
Il primo sono le dimissioni del neo ministro giapponese dell’Economia, del Commercio e dell’Industria che si concretizzano in un momento di debolezza per l’esecutivo e per il primo ministro Abe.
Il secondo sono i risultati degli stress test che saranno comunicati domenica prossima (26 Ottobre).
Per quanto riguarda il mercato azionario americano, l’indice S&P500, dopo aver violato al ribasso la linea di tendenza rialzista e il minimo relativo precedente, sta rimbalzando ed effettuando il più classico dei “pull back”.
Vedremo a contatto con la nuova area di resistenza (ex livello di supporto) di area 1.900 punti come reagiranno le quotazioni.
Non escluderei che la Fed iniziasse a parlare nuovamente di politiche accomodanti, magari allungando i tempi previsti per il rialzo dei tassi o avanzando l’ipotesi di un nuovo QE.
Dopo anni di attivismo per rilanciare l’economia e sostenere i mercati finanziari, non credo che adesso la Fed lasci il mercato al proprio destino nel momento in cui si accorge che non è ancora in grado di reggersi sulle sue forze.
Ricordo che in America siamo nel pieno della stagione delle trimestrali e la prossima settimana sarà il turno di big come Apple, Mcdonald’s o Amazon. Per consultare l’elenco cliccare qui.
Se in America il mercato sta facendo le prove di inversione di tendenza, in Europa invece i mercati hanno già preso la strada del ribasso disegnando minimi e massimi decrescenti.
A livello grafico sia il Dax che il Ftse Mib hanno rimbalzato sui rispettivi supporti, ma personalmente temo che la fase di debolezza non sia terminata.
Considerando che la settimana entrante sarà determinante per conoscere i risultati degli stress test, credo che la prudenza non sarà mai troppa nei prossimi giorni, soprattutto sui titoli bancari.
Dax
Ftse Mib
Rispetto ai movimenti ribassisti del recente passato, la correzione dei giorni scorsi non ha coinvolto solo il mercato azionario ma anche quello delle obbligazioni e più in generale dei titoli di stato.
Entrando nel dettaglio, ad essere coinvolte non sono state solo le obbligazioni della Grecia ma le tensioni si sono avvertite anche sugli altri titoli di stato europei e sulle obbligazioni corporate.
Questo movimento ovviamente ha immediatamente riacceso lo spread Btp-Bund, come illustrato nel grafico sottostante tratto dal sito Borse.it.
Fino a quando lo spread resterà inferiore a 180-190 punti la situazione sarà sotto controllo e sarà da interpretare come una normale correzione.
Oltre quel livello di resistenza invece c’è il concreto rischio che si inizi nuovamente a ballare…
A titolo di esempio, tra i titoli di stato italiani possiamo osservare la rottura del supporto di area 107,70-107,80 con volumi in aumento avvenuta sul Btp 2037.
Per quanto riguarda il mercato azionario, tra i titoli principali del listino italiano quello con l’impostazione grafica migliore in chiave rialzista resta Finmeccanica.
La maggioranza degli altri titoli invece ha una tendenza prevalentemente ribassista, come evidenziato anche nello schema riassuntivo sottostante che descrive la tendenza di breve (daily) e di medio (weekly) periodo dei titoli del paniere Ftse Mib elaborata con un algoritmo automatico.
|
Titolo |
Weekly |
Daily |
|
A2a |
Down |
Down |
|
Atlantia |
Down |
Down |
|
Autogrill |
Down |
Down |
|
Azimut |
Up |
Down |
|
Banco Popolare |
Down |
Down |
|
Bca Mps |
Down |
Down |
|
Bper |
Down |
Down |
|
Bpm |
Up |
Down |
|
Buzzi Unicem |
Down |
Down |
|
Campari |
Down |
Down |
|
Cnh industrial |
Down |
Down |
|
Enel |
Down |
Down |
|
Enel green power |
Down |
Down |
|
Eni |
Down |
Down |
|
Exor |
Down |
Down |
|
Fiat |
||
|
Finmeccanica |
Up |
Down |
|
Generali |
Down |
Down |
|
Gtech |
Down |
Down |
|
Intesa Sanpaolo |
Up |
Down |
|
Luxottica |
Down |
Down |
|
Mediaset |
Down |
Down |
|
Mediobanca |
Down |
Down |
|
Mediolanum |
Down |
Down |
|
Moncler |
Down |
Down |
|
Pirelli |
Down |
Down |
|
Prysmian |
Down |
Down |
|
Saipem |
Down |
Down |
|
Salvatore Ferragamo |
Down |
Down |
|
Snam |
Up |
Down |
|
Stm |
Down |
Down |
|
Telecom Italia |
Down |
Down |
|
Tenaris |
Down |
Down |
|
Terna |
Down |
Down |
|
Tod’s |
Down |
Down |
|
Ubi banca |
Down |
Down |
|
Unicredit |
Down |
Down |
|
Unipolsai |
Down |
Down |
|
World Duty Free |
Down |
Down |
|
Yoox |
Down |
Down |
Tra le novità di rilievo da sottolineare la quotazione di FCA (ex Fiat) a Wall Street e la notizia che Marchionne ha acquistato azioni per un controvalore di oltre 2,5 milioni di euro!
Nel dettaglio ha acquistato 335.745 azioni al prezzo di 7,73 € per un controvalore di 2.595.308 €.
Interessante anche la discesa di Eni, che scende su livelli interessanti e degni di nota anche in ottica di medio periodo.

Anche quest’anno sarò ospite alla manifestazione “Trading On Line” di Borsa Italiana dove nella giornata di giovedì 23 Ottobre interverrò con due distinti seminari.
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gab
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