
Anche quest’anno l’ufficio studi di Mediobanca (Mbres) ha pubblicato l’analisi dei risultati dei fondi di investimento e delle Sicav italiani nel corso del 2013.
Anche quest’anno luci ed ombre sui risultati; anche se a prevalere sono sempre le ombre…
Dallo studio emerge che nel corso del 2013 la raccolta netta è stata positiva (era infatti dal 2003 che prevalevano i riscatti), così come i risultati di gestione.
Nel dettaglio, come recita testualmente la lettera di presentazione della ricerca di Mbres, “nel 2013 i fondi hanno chiuso i loro conti con un utile di 8,6 miliardi di euro. Il rendimento netto medio del patrimonio è valutabile al 3,4%, che ha beneficiato particolarmente del recupero dei fondi azionari (11,7%) e dei bilanciati (5,6%), come pure dei fondi pensione, sia negoziali (5,4%) che aperti (8,1%); i fondi obbligazionari si sono fermati all’1,9%”.
Come negli anni passati però il dato che continua ad emergere è, citando testualmente le parole dell’ufficio studi di Mediobanca, che “i rendimenti in un’ottica di lungo periodo sono ancora insoddisfacenti.
Chi avesse investito in tutti i fondi italiani negli ultimi 30 anni avrebbe subìto, rispetto ad un impiego annuale in BOT a 12 mesi, una perdita di una volta il patrimonio iniziale (aumentato nel periodo di sole 3,9 volte contro le 4,9 dei BOT).
Sulla base del tasso risk free, il frutto dei fondi aperti mette in evidenza una distruzione di valore pari a circa 86 miliardi di euro nell’ultimo quindicennio…[omissis]…L’industria dei fondi continua a rappresentare un apporto distruttivo di ricchezza per l’economia del Paese“.
Si tratta indubbiamente di commenti severi e pesanti ma vale la pena ricordare che il giudizio dell’ufficio studi Mbres non è dettato dall’emotività o da antipatie ma, al contrario, è oggettivo e supportato da numeri e da analisi matematiche!
Generalizzare non è mai saggio e non è corretto fare di tutta l’erba un fascio: è infatti vero che esistono anche fondi performanti ed efficienti ma purtroppo sono rari come mosche bianche!
La realtà purtroppo è che la maggioranza dei fondi è costosa, inefficiente e non produce extra performance positiva.
Risulta quindi evidente come un fondo di investimento non sia sempre uno strumento efficiente per gestire i propri risparmi!
Spesso infatti sarebbe consigliabile utilizzare altri strumenti (ad esempio gli Etf) oppure (ed è la scelta che mi sento sempre di consigliare) imparare a gestire il proprio denaro in prima persona!
In queste poche righe ho sintetizzato il riscontro dell’ufficio studi ma, per farvi un’idea più completa, vi invito a leggere il materiale originale che contiene approfondimenti, grafici e tabelle!
Dettagli di ogni singolo fondo
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