Btp Italia: al via la nuova emissione!

 

Da lunedì 14 a mercoledì 16 Aprile sarà possibile sottoscrivere per i privati investitori il nuovo Btp Italia 2020.
Anche se improbabile, attenzione perché la sottoscrizione potrebbe essere chiusa in anticipo qualora l’importo massimo in emissione verrà coperto prima di mercoledì.

Il Btp Italia è un titolo emesso dallo stato italiano ed ha le seguenti caratteristiche:

 

– È indicizzato all’inflazione italiana;
– Il tasso di interesse reale ufficiale verrà comunicato alla chiusura del periodo di collocamento ma comunque non potrà essere inferiore al tasso minimo del 1,65%;
– La cedola è semestrale ed a tasso fisso ma calcolata sul capitale rivalutato all’inflazione del semestre di riferimento. L’inflazione è calcolata sulla base dell’indice Istat FOI (indice dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati con esclusione dei tabacchi);
– In caso di deflazione è garantito il rimborso del capitale nominale a scadenza;
– In caso di deflazione le cedole vengono comunque calcolate sul capitale nominale investito;
– Ogni sei mesi, congiuntamente al pagamento della cedola, si recupera anche l’inflazione grazie alla rivalutazione del capitale. La rivalutazione del capitale viene quindi corrisposta unitamente alla cedola;
– La durata è di 6 anni, per cui la scadenza di questa emissione avverrà il 23 aprile 2020. Rispetto alle edizioni passate, è stata aumentata la durata e questo, oltre ad essere la vera novità di questa emissione, è indubbiamente un fattore positivo in termini di protezione dall’inflazione;
– Il prezzo di acquisto è 100;
– Sei si acquista in emissione non si pagano commissioni;
– Per acquistare il titolo occorre immettere direttamente l’ordine a mercato senza limite di prezzo o con limite di prezzo uguale al prezzo di emissione (100). In pratica, oltre che in Banca, l’acquisto può avvenire direttamente on-line, attraverso qualsiasi sistema di home banking durante i giorni del periodo di collocamento;
– L’orario di contrattazione sarà dalle 9,00 alle 17,30. Non è prevista la fase di asta di apertura;
– Il mercato di quotazione sarà il MOT di Borsa Italiana;
– Il codice Isin è IT0005012783;
– Il taglio minimo è di 1.000 € e si possono acquistare multipli di 1.000 €;
– La tassazione, come per tutti i titoli di stato, ammonta al 12,5%, che è nettamente inferiore rispetto agli altri prodotti finanziari tassati al 20% (aliquota che a breve salirà al 26%);
– Se si acquista in sottoscrizione e si mantiene in portafoglio ininterrottamente fino a scadenza, è previsto un “premio fedeltà” che ammonta al 4 per mille lordo sul valore nominale (non rivalutato ) dell’investimento.

 

Per chi opera in modo dinamico e punta ad acquistare e rivendere il Btp Italia in breve tempo, magari sfruttando disallineamenti di rendimento, direi che rispetto agli altri Btp Italia già quotati non presenta margini operativi degni di nota.
Il rendimento minimo garantito non mi sembra particolarmente sexy ed allettante.

Per chi invece punta ad acquistare il titolo e mantenerlo nel cassetto fino a scadenza (verificare che il 2020 sia compatibile con la vostra ottica temporale e che il denaro non vi serva prima della scadenza) il Btp Italia potrebbe anche essere una soluzione da valutare, considerando che copre dall’inflazione italiana, che non si pagano commissioni di acquisto e che c’è il “premio fedeltà”.
Attenzione però, perché prima di sottoscrivere questo Btp Italia occorrerebbe valutare anche l’ipotesi alternativa, ossia l’acquisto dei buoni fruttiferi postali indicizzati all’inflazione.
Entrambi questi strumenti hanno il pregio di coprire l’investitore dall’inflazione italiana.
Ma i buoni fruttiferi postali indicizzati all’inflazione hanno un vantaggio significativo rispetto al Btp Italia: non sono soggetti al “rischio prezzo” ed alle oscillazioni di mercato, che non è un dettaglio di poco conto.

Un esempio chiarirà meglio di mille parole: immaginiamo due gemelli che vogliano investire entrambi in titoli di stato che forniscano protezione dall’inflazione italiana.
Uno va in banca e sottoscrive un Btp Italia mentre l’altro va in posta e sottoscrive dei buoni fruttiferi postali indicizzati all’inflazione.
Immaginiamo adesso che, dopo un paio di anni, sui mercati finanziari torni un po’ di mare mosso e che la tempesta coinvolga nuovamente i nostri titoli di stato.
A quel punto i due gemelli si spaventano e corrono a liquidare i loro investimenti.
Il primo, quello che in sottoscrizione aveva acquistato a 100 i Btp Italia, scopre che il prezzo di mercato è sceso a 90-95 (numero di fantasia per spiegare il concetto) per cui in conto capitale ha subito una perdita.
Il secondo gemello invece, quello che aveva acquistato i buoni fruttiferi postali indicizzati all’inflazione, si vede rimborsato a 100 (poiché il prodotto non è quotato e viene sempre rimborsato alla pari), oltre a percepire ovviamente interessi e rivalutazione.
La differenza tra i due strumenti non è quindi di poco conto e va ponderata con attenzione!
Per l’investitore prudente che punta a minimizzare il rischio ed a tutelarsi dall’inflazione è probabilmente meglio sottoscrivere un buono fruttifero indicizzato all’inflazione.
Per l’investitore dinamico invece può essere più idoneo il Btp Italia, che offre un rischio maggiore ma anche un rendimento leggermente superiore.

Per consultare la scheda sintetica informativa di questa emissione cliccare qui.

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Buon trading
Gabriele

 

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