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Rischio inflazione, questo sconosciuto!

Molti investitori inesperti acquistano obbligazioni di emittenti “sicuri” e questo comportamento li rassicura e li rende tranquilli.
Ultimo della lista proprio oggi pomeriggio un lettore che al telefono mi ha detto “io acquisto solo Bund tedeschi perchè sono sicuro di non perderci e alla scadenza mi tornano in tasca i miei soldi”.
Purtroppo si tratta di una falsa sicurezza e questi investitori stanno inconsciamente perdendo soldi!

Quando si parla di obbligazioni sono tutti concentrati sul rischio emittente, ossia sul rischio default.
In pratica ci si preoccupa solo del fatto che l’emittente ci restituisca i soldi.
Quasi nessuno invece prende in considerazione il rischio “inflazione”, che vi assicuro che fà molti più danni!

Il rischio inflazione consiste nel far lavorare il proprio denaro ad un rendimento inferiore al valore dell’inflazione.
Il risultato è la perdita di potere di acquisto: se oggi investo 100 monete in un Bund tedesco è vero che tra 10 anni otterrò indietro 100 monetine ma è altrettanto vero che oggi con quell’importo ci acquisto 100 caffè al bar mentra tra 10 anni ne acquisterò 80 o 90.

Quando si sceglie un’obbligazione è fondamentale quindi acquistare solo obbligazioni che offrano un rendimento superiore all’inflazione!

Proviamo adesso a fare il punto della situazione dell’attuale fase di mercato ed osserviamo la tabella sottostante in cui ho inserito alcune obbligazioni, con scadenza breve, di emittenti molto gettonati da chi ama le obbligazioni “sicure”. 

Emittente

Scadenza

Rendimento netto

Bund

1 anno

0,12 %

Bund

2 anni

0,16 %

Bei

1 anno

0,18 %

Bei

2 anni

0,27 %

Btp

1 anno

0,20 %

Btp

2 anni

1,18 %

Eni

            2 anni            0,72 %

 

   

Considerando che l’inflazione è intorno allo 0,90-1% risulta evidente come nessuna offra una buona protezione per il nostro capitale.
Anzi, potremmo affermare che chi acquista queste obbligazioni ha la certezza di perdere soldi, ossia di ottenere un rendimento reale (al netto dell’inflazione) negativo!
E non è un difetto da poco, perchè sul lungo periodo il nostro capitale ne esce con le ossa rotte!

Dal punto di vista operativo abbiamo due soluzioni a cui fare riferimento:
– orientarsi su obbligazioni che offrano una copertura dall’inflazione, come Btp Italia, buoni fruttiferi postali collegati all’inflazione oppure Btpi. Il discorso sarebbe più lungo e complesso ma non è questo l’obiettivo dell’articolo;
– acquistare obbligazioni di emittenti meno solidi ma che offrano un rendimento superiore all’inflazione. In quest’ultimo caso però occorre avere cura di diversificare opportunamente il portafoglio.

D’ora in poi quando selezionate oppure quando in banca vi propongono un’obbligazione prestate attenzione anche al rendimento reale, ossia al netto dell’inflazione!

 

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Buon trading

gab

 

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