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Minimi
arrotondati I grandi rialzi in borsa, iniziano sempre piano piano, in sordina, dopo grandi ribassi e lunghi periodi d’apatia, durante i quali sul titolo operano solo coloro che sono chiamati le “mani forti” e che non sono altro che i bene informati ( ad esempio: amministratori e manager della società o azionisti con partecipazioni di rilievo ) che acquistano senza dare nell’occhio, avendo cura di mantenere bassi i prezzi e i volumi. Il trend poi, man mano che si sviluppa, aumenta progressivamente d’intensità e vigore, fino all’esplosione rialzista finale. Solo allora il titolo, ormai all’apice ed a fine corsa, viene notato dai piccoli investitori che vi si gettano sopra a capo fitto, senza porsi alcuna domanda e senza pianificare una strategia operativa ( stop loss, gestione della posizione, rapporto opportunità-rischio ).
Osserviamo il grafico su base settimanale ( weekly ) del titolo Chl. Nel Novembre 2003 il titolo tocca 1,50 euro e subito inizia una discesa lunga ed estenuante che si conclude in area 0,25 euro solo nel Dicembre 2004. Praticamente in anno dopo. Dal Gennaio 2005 al Settembre 2005, per oltre 9 mesi, il titolo ha oscillato in modo apatico e svogliato sui minimi compresi all’interno di una congestione laterale oscillante tra 0,25 euro e 0,35 euro. Dal Novembre 2003 fino a fine 2005, il piccolo investitore non pensava certo a Chl ma rivolgeva la propria attenzione ad altri titoli che in quel momento erano in tendenza o comunque sotto i riflettori. In quegli anni quindi il titolo è stato dimenticato e ignorato da tutti i piccoli investitori, ma non certo dai bene informati che hanno approfittato dei prezzi bassi e dell’indifferenza generale per fare incetta d’azioni a basso prezzo. In seguito, lentamente, il titolo ha intrapreso il cammino del rialzo, aumentando sempre più di forza ed intensità. Fino all’esplosione rialzista del Ottobre 2005. E’ in questo momento che i mezzi d’informazione, giornali, siti internet, newsgroups e forum, iniziano a parlare dei magnifici rialzi del titolo (raddoppiato rispetto ai minimi) e ad attirare l’attenzione dei piccoli investitori. Inizia così l’assalto ad acquistare il titolo. Altro esempio è il titolo Fiat.
Dal 1999, dopo aver registrato il record dei 40 euro, iniziò una lenta discesa che si concluse nel 2003 in area 5 euro. Dal 2003 alla primavera 2005 il titolo si muove sui minimi all’intero di una congestione laterale compresa tra i 5 euro ed i 7 euro. Anche in questo caso Fiat era un titolo dimenticato dai piccoli investitori e dalla stampa finanziaria. I bene informati invece sapevano che Fiat era sulla strada del risanamento, che i conti economici era buoni, che l’indebitamento stava diminuendo…ecc…ecc… I beneinformati quindi hanno approfittato dei prezzi bassi ed hanno acquistato in tutta calma e senza dare dell’occhio. Solo quando il titolo è esploso al rialzo nella primavera del 2006 i piccoli investitori si sono accorti di Fiat. Si era ancora in tempo per guadagnare ma i minimi erano già lontani…. Questa configurazione appena descritta di chiama “minimo arrotondato” ed è una delle configurazione più affidabili in ottica di medio e lungo periodo. Questo pattern quindi si caratterizza prima per una lunga fase di discesa e poi per una lunga, estenuante congestione stretta e laterale sui minimi. Inizialmente inoltre quando le quotazioni iniziano lentamente a risalire vengono puntualmente bloccate e rispedite verso i minimi, talvolta in modo violento. Una volta però che il titolo riesce finalmente a rompere al rialzo, ingrana la quinta e mette a segno rialzi su rialzi. Ogni giorno infrange i massimi relativi precedenti e la sua cavalcata rialzista sembra non avere fine.
Osservando il grafico su base settimanale ( weekly ) di Beghelli, possiamo notare la lunga fase ribassista che dall’estate del 2002 fino alla primavera 2003 ha portato le quotazioni dai massimi di 3 euro ai minimi di area 0,50 euro. Nella primavera 2003, in area 0,50 euro, è iniziata una lunghissima ed estenuante fase di congestione laterale con il titolo che oscillava tra il supporto di 0,50 euro e la resistenza di 0,75 euro. Possiamo notare come ogni volta che il titolo raggiungeva la zona di resistenza, vicino ai 0,75 euro, veniva immediatamente rispedito al mittente, ossia verso l’area di supporto. Altra caratteristica da sottolineare è il numero bassissimo di azioni scambiate, una quasi assenza di volumi di contrattazione, durante la fase laterale sui minimi: questo testimonia l’indifferenza dei piccoli investitori verso il titolo e la contemporanea astuzia e perizia delle “mani forti” che potevano acquistare indisturbati, stando solo attenti a non dare dell’occhio, quindi mettendo in portafoglio piccoli lotti alla volta. Quando poi nel Marzo 2007, finalmente Beghelli riesce a rompere al rialzo la resistenza di 0,75 euro, inizia una cavalcata impressionante. Un rialzo verticale che ogni giorno disegna nuovi massimi relativi e da 0,75 euro si porta a 1,75 euro in poco più di un mese. Potete notare infine come i volumi siano esplosivi nelle ultime fasi del movimento laterale e durante tutta la fase di rialzo verticale. Strategia operativa… - acquisto sui minimi, con stop loss largo del 5-7% - acquisto sulla forza, ossia non appena il titolo rompe l’area di resistenza. In questo caso o sale in verticale… o pull back…. Caso particolare: esiste un minimo arrotondato che non si trova in fondo ad una lunga fase ribassista. Al contrario si trova in cima ad una lunga fase rialzista e ne decreta una pausa. Una lunga pausa durante la quale i bene informati accumulano nuovamente azioni. Spesso questa particolare configurazione si delinea quando un titolo arriva sui prezzi dei massimi storici…. Vediamo l’esempio di Bca Popolare Etruria e Lazio
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