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Quasi ogni giorno ricevo una email di un lettore che mi chiede informazioni in merito ad una nuova obbligazione in emissione, che la propria banca gli sta vivamente consigliando di sottoscrivere.

 

Quando la tua banca spinge perchè tu sottoscriva un nuovo prodotto finanziario, la domanda che -come risparmiatore- ti poni è “mi conviene sottoscrivere una obbligazione in emissione?”.

La risposta è purtroppo negativa; infatti quasi mai è conveniente acquistare obbligazioni in emissione!

 

Il primo motivo, per cui in genere conviene evitare di sottoscrivere obbligazioni in collocamento, è determinato dalle alte commissioni di cui è caricato il prezzo di emissione.
Devi infatti sapere che le obbligazioni in emissione sono caricate da elevati costi in termini di commissioni di collocamento: non ti accorgi di questa commissione perchè il suo ammontare è già compreso all’interno del prezzo di sottoscrizione, che generalmente è 100.


Un esempio, tratto dalla realtà attuale, ti chiarirà ogni dubbio su questa prima criticità.

Prendiamo l'obbligazione "UBI banca - Tasso Fisso Step Up 1,40% 28.02.2019-2022", che è in emissione in questi giorni: si tratta di un bond non subordinato, a tasso fisso, della tipologia "step up" che paga cedole crescenti (1,40% il primo anno, 1,55% nel secondo anno e 1,75% nel terzo anno) e che scade nel 2022.

Il prezzo di emissione, che è quello a cui ti vendono questa obbligazione in fase di sottoscrizione, è 100 ma, consultando il prospetto informativo, che praticamente nessun risparmiatore legge, è possibile analizzare la "scomposizione del prezzo".

In questo caso, la "scomposizione del prezzo", indica che il prezzo di collocamento di 100 è composto dalla componente obbligazionaria solo per il 97,98% mentre il restante 2,02% costituisce la commissione di collocamento, come illustrato nell'immagine sottostante prelevata dal prospetto informativo dell'obbligazione in esame.

scomposizione del prezzo del bond Ubi

 

In pratica, te lo traduco in parole semplici, ti stanno vendendo a 100 un prodotto che costa 97,98... il resto è una lauta mancia che la banca è molto felice di mettersi in tasca.

Probabilmente tu invece sarai un po’ meno felice, quando scoprirai che, una volta quotata, questa obbligazione scenderà di prezzo e avrà un prezzo di mercato intorno a 98.

 

Il secondo motivo è costituito dal fatto che quasi sempre sul mercato sono già quotate delle obbligazioni “gemelle”, ossia dello stesso emittente, con la stessa scadenza e con lo stesso grado di rischio (ad esempio, entrambe “senior” e quindi non subordinate).
Dal momento che si tratta di obbligazioni “gemelle”, dovrebbero offrire lo stesso rendimento.
Invece, analizzando in pochi minuti e in modo molto semplice le obbligazioni già quotate dello stesso emittente, quasi sempre si riesce ad individuare un’obbligazione gemella che presenta un rendimento più elevato.

 

Anche in questo caso ti faccio un esempio concreto, per farti toccare con mano questa criticità: l'obbligazione in esame offre un rendimento del 1,57% lordo annuo, come indicato nel prospetto informativo mentre invece l'obbligazione Ubi Banca 1.8% 31 gennaio 2022 con codice isin IT0005357832 al prezzo attuale di 100, offre un rendimento lordo annuo del 1,80%, che significa uno 0,23% in più.  Ti sembra poco lo 0,23% in più? Purtroppo l'apparenza inganna e, se ragioni in termini percentuali, scopri che si tratta di una differenza del 15%, che non è mica poco!

 

 

Morale della favola, generalmente le obbligazioni in emissione si caratterizzano per avere un prezzo elevato e per offrire un rendimento inferiore a quello di un’obbligazione già quotata dello stesso emittente.

Non ho alcun dubbio nell'affermare che quasi sempre acquistare un'obbligazione in emissione, si rivela essere una scelta inefficiente e poco saggia per il tuo portafoglio!

 

 

Forse adesso ti stai chiedendo "perché la mia banca mi consiglia di acquistare questa obbligazione in emissione invece che quella già quotata?"

Devi sapere che la tua banca non è una associazione di volontariato, non sono le Orsoline, ma è una società a scopo di lucro ed è orientata a massimizzare il proprio utile.

In pratica, tra te e la tua banca c'è un conflitto di interessi grande come una casa: tu punti a massimizzare il tuo rendimento mentre la tua banca cerca di massimizzare i suoi profitti.

E purtroppo quasi mai i due interessi coincidono; anzi praticamente sempre a prevalere è l'interesse dalla banca a discapito di quello del cliente!

 

Ogni volta che la tua banca ti propone un'obbligazione in emissione, butta sempre l'occhio sulle obbligazioni "gemelle",  quasi sempre troverai un'alternativa migliore!

Ricordati di questo "trucco" perchè ti farà risparmiare migliaia di euro nel corso della tua vita!

Solo in questo caso, hai risparmiato un 2% di costi e ottenuto un rendimento superiore, che sono quantificabili in circa 400 euro su un investimento di 20.000 euro.

Considera che il mio corso "investire con le obbligazioni" costa 300 euro (iva compresa): solo adottando questo trucco ti saresti già ripagato il costo del corso!

Immagina i risultati che otterrai, adottando anche tutte le altre strategie che ti insegnerò durante il mio corso, come ad esempio ad individuare e monitorare in tempo reale le obbligazioni che offrono il rendimento migliore del momento!

 

Se desideri imparare a conoscereselezionare le obbligazioni ed a calcolarne  correttamente il rendimento per costruire e per gestire un portafoglio, profittevole ed a rischio contenutoinvestendo in modo consapevole, autonomo e indipendente dai consigli della tua banca o del tuo promotore finanziario, che sono sempre in conflitto con i tuoi interessi, ti consiglio di partecipare al mio corso "INVESTIRE CON LE OBBLIGAZIONI" che inizierà mercoledì prossimo (20 febbraio)!

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© Riproduzione parziale o totale concessa con espressa citazione della fonte

Nel rispetto delle vigenti normative si specifica che in questo articolo il materiale è stato prodotto da Gabriele Bellelli, investitore privato e formatore (in seguito “autore”) il giorno 11 febbraio 2019 alle ore 15 e diffusa al pubblico per la prima volta il 12 febbraio 2019 alle ore 13.30. 
L’autore del presente articolo non si trova in un rapporto o circostanza da cui possa ragionevolmente attendersi la compromissione della correttezza della presente comunicazione o la presenza di eventuali conflitti di interesse, a titolo esemplificativo e non esaustivo, non percepisce una remunerazione per il servizio di analisi sui prodotti finanziari oggetto del seminario da parte dell’emittente di tali prodotti, e detiene alcuni dei prodotti finanziari citati. 
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I contenuti sono stati prodotti sulla base dei dati, delle informazioni e delle quotazioni rilevale il giorno 11 febbraio 2019 alle ore 15.
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GabrieleBellelliTrader, educatore finanziario indipendente e scrittore

Opero su obbligazioni, azioni, ETF, certificati e derivati prevalentemente con ottica di breve e medio-lungo periodo; il mio approccio ai mercati finanziari è da "buon padre di famiglia", che punta al rendimento ma con un'attenta gestione del rischio di portafoglio.

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