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Nei giorni scorsi il mercato obbligazionario, azionario e valutario argentino sono stati scossi da un terremoto.

L'attuale presidente Macrì è stato sconfitto alle primarie presidenziali, che sono considerate un'anticipazione delle elezioni presidenziali del prossimo ottobre, dal candidato peronista Alberto Fernandez con la conseguenza che il risultato elettorale ha scatenato negli operatori di mercato il timore di instabilità politica e del mancato rispetto delle riforme concordate con il fondo monetario internazionale.

La conseguenza di questi timori è stato un ribasso del 37% del mercato azionario, un forte aumento del rendimento dei titoli obbligazionari e una svalutazione del 15% della valuta nei confronti del dollaro Usa.

 

 

Le domande che numerosi lettori mi hanno rivolto sono "quali sono le condizioni dell'economia argentina? Quali sono eventualmente i prodotti finanziari più efficienti per investire sul mercato argentino?".

 

 

Partendo dal primo quesito, analizzando i dati macro economici è semplice rilevare come in questo momento l'economia argentina non goda certo di ottima salute.
Per darti un'idea l'economia è in recessione da oltre un'anno, l'inflazione su base annua viaggia al ritmo del 50-55%, la disoccupazione è superiore al 10%, la popolazione in condizione di povertà è superiore al 30% e la moneta (peso argentino) è tra le più deboli del mondo da molti mesi a questa parte.
Non credo che servano altri dati per metterti in guardia sul rischio di investire su questo mercato...

 

In merito agli strumenti per cercare di approfittare del mercato argentino, quando si creeranno le condizioni di acquisto, mi concentrerei su obbligazioni, ETF e fondi comuni di investimento.

 

 

Il mercato obbligazionario presenta varie soluzioni sia in euro che in dollari usa e sia su scadenze brevi, come il 2022, che su scadenze medio-lunghe. 

Occorre però tenere a mente la criticità principale, ossia il rischio default dell'emittente che ha una certa familiarità con l'insolvenza, consioderando che dal 1950 ad oggi l'Argentina ha registrato ben 6 default.

 

La tabella sottostante fotografa lo stato dell'arte delle obbligazioni in euro.

obbligazioni Argentina Euro agosto 2019

 

La tabella sottostante fotografa lo stato dell'arte delle obbligazioni in dollari Usa.

obbligazioni Argentina Usd agosto 2019

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In merito invece agli ETF, occorre rilevare come purtroppo sul mercato italiano attualmente non sia quotato nessun ETF specifico sul mercato azionario argentino.

In questi casi come investitore ti trovi di fronte ad un bivio: ricercare ETF simili, sempre quotati sul mercato italiano, oppure volgere lo sguardo ai mercati esteri, e quindi agli ETF non armonizzati.

 

Se opti per rimanere sul mercato italiano, occorre censire tutti gli ETF che investono, almeno in parte, sul mercato azionario argentino, come quelli specializzati sull'america latina, gli emergenti o i paesi di frontiera.

Dopo averli censiti, occorre prenderli uno per uno ed analizzarne la composizione del paniere sottostante in modo da identificare l'ETF che dedica il peso percentuale maggiore del paniere all'azionario argentino.

In  seguito a questi passaggio emerge come l'ETF più vicino alle tue esigenze sia "Xtrackers S&P Select Frontier Swap UCITS ETF 1C" con isin LU0328476410 e ticker XSFR che destina il 15% del paniere al mercato azionario argentino, contro una media inferiore al 3% degli altri ETF.

 

Se invece decidi di optare per volgere lo sguardo sui mercati esteri e quindi decidi di pescare nel mare degli ETF non armonizzati (con tutte le complicazioni fiscali del caso), puoi individuare agevolmente la presenza di 2 ETF che investono in modo specifico ed esclusivo sul mercato azionario argentino e che registrano sostanzialmente le stesse performance:

-Global X MSCI Argentina ETF (ticker ARGT)

-iShares MSCI Argentina and Global Exposure ETF (ticker AGT)

 

Se invece preferisci rivolgerti al risparmio gestito, ti segnalo che anche a livello di fondi comuni di investimento non sono presenti prodotti specifici sul mercato azionario argentino per cui anche in questo caso occorre analizzare la composizione dei fondi più efficienti con l'obiettivo di individuare quello che investe la percentuale maggiore del paniere sul mercato argentino.

Anche in questo caso la ricerca è fruttuosa e l'analisi permette di individuare il fondo "SISF Frontier Mkts Equity C Acc EUR" con codice isin LU0968301142 che investe in un paniere di azioni dei "frontier markets" e destina quasi il 4% del portafoglio al mercato azionario argentino.

 

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Durante il percorso di apprendimento non sarai solo ma potrai usufruire del periodo di tutor in cui ti aiuterò nel passaggio dalla teoria alla pratica!
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© Riproduzione parziale o totale concessa con espressa citazione della fonte

 

Nel rispetto delle vigenti normative si specifica che in questo articolo il materiale è stato prodotto da Gabriele Bellelli, investitore privato e formatore (in seguito “autore”) il giorno 12 agosto 2019 alle ore 23 e diffusa al pubblico per la prima volta il 13 agosto 2019 alle ore 01. 
L’autore del presente articolo non si trova in un rapporto o circostanza da cui possa ragionevolmente attendersi la compromissione della correttezza della presente comunicazione o la presenza di eventuali conflitti di interesse, a titolo esemplificativo e non esaustivo, non percepisce una remunerazione per il servizio di analisi sui prodotti finanziari oggetto dell'articolo da parte dell’emittente di tali prodotti, e non detiene attualmente alcuni dei prodotti finanziari citati. 
In particolare, l’autore non detiene una posizione corta o lunga netta superiore alla soglia dello 0,50% del capitale azionario totale emesso dagli emittenti al quale la raccomandazione si riferisce, e non detiene neanche indirettamente una posizione netta superiore alla soglia dello 0,50% del capitale azionario totale emesso dagli emittenti al quale la raccomandazione si riferisce anche indirettamente, non è un market maker o un fornitore di liquidità per gli strumenti finanziari dell’emittente, non ha svolto nei 12 mesi precedenti la funzione di capofila o capofila associato di un’offerta pubblica di strumenti finanziari dell’emittente, non è parte di un accordo con l’emittente sulla prestazione di servizi di impresa di investimento e non è parte di un accordo con l’emittente relativo alla produzione della raccomandazione.
I contenuti del presente articolo sono elaborati sulla base delle seguenti fonti di informazione: Borsaitaliana, Eurotlx e Fidaworkstation, che l’autore ritiene attendibili per quanto a sua conoscenza, senza tuttavia poterne garantire l’assoluta affidabilità.
Le valutazioni in merito agli strumenti finanziari sono state elaborate in base a modelli proprietari creati dall’autore. Le informazioni in merito ai modelli proprietari utilizzati sono consultabili sul sito Bellelli.biz (sito attualmente in ristrutturazione)
A seguito di una personale valutazione dell’autore il grado di rischio comportato degli strumenti finanziari oggetto di valutazione nel presente articolo è elevato. 
Ad ogni buon conto, si ricorda che per loro stessa natura le affermazioni prospettiche comportano rischi e incertezze, in quanto relative a eventi e circostanze futuri, di conseguenza i risultati effettivi, le performance, i rendimenti e/o i risultati economici complessivi possono discostarsi significativamente da quelli descritti o suggeriti nelle affermazioni prospettiche contenute nel presente seminario. 
In generale, si ricorda che l’investimento in strumenti finanziari comporta il rischio di subire delle perdite del capitale investito, che nella peggiore delle ipotesi può arrivare fino alla perdita totale dello stesso. 
In considerazione di ciò, ogni eventuale decisione di investimento negli strumenti finanziari oggetto del presente seminario e il relativo rischio rimangono a carico del destinatario della stessa, che dovrà analizzare e approfondire, eventualmente facendosi affiancare da un professionista di fiducia, le caratteristiche di ogni strumento finanziario per verificarne la compatibilità con la propria pianificazione finanziaria personale e il proprio grado di rischio.
I contenuti sono stati prodotti sulla base dei dati, delle informazioni e delle quotazioni rilevale il giorno 12 agosto 2019 all'ora di chiusura di ciascuno dei mercati di quotazione dei prodotti finanziari citati.
Non è previsto un aggiornamento dei contenuti di questo articolo.
L’elenco delle raccomandazioni diffuse nei precedenti 12 mesi sarà a breve reperibile sul sito Bellelli.biz (sito attualmente in ristrutturazione)

Si rileva anche che l’autore del seguente materiale e seminario non è iscritto all’Ordine dei Giornalisti e che pertanto potrebbe detenere alcuni dei valori mobiliari oggetto del seguente articolo.
Inoltre le informazioni contenute all’interno di questo articolo non costituiscono un servizio di consulenza finanziaria o un consiglio operativo, né costituiscono sollecitazione al pubblico risparmio, o a qualsivoglia forma di investimento.
I risultati presentati non costituiscono alcuna garanzia relativamente ad ipotetiche performance future. 
Il materiale illustrato ha scopo puramente didattico, e l’autore, nonostante abbia messo la massima cura nell’elaborazione dei dati e dei testi, declina ogni responsabilità su eventuali inesattezze dei dati riportati e chiunque investa i propri risparmi prendendo spunto dalle indicazioni riportate, lo fa a proprio rischio e pericolo.

 

Nei giorni scorsi è scoppiato il problema del broker “AFX Markets”, conosciuto in Italia con il nome commerciale di STO.
Purtroppo si tratta di una vicenda indubbiamente spiacevole che purtroppo sta rovinando il sonno e le ferie di numerosi investitori italiani.

 

La vicenda è iniziata un paio di settimane fa, quando lo scorso 19 luglio la CySEC (Cyprus Securities and Exchange Commission), che è l’autorità di vigilanza di Cipro (in pratica è la Consob di Cipro), ha deciso di sospendere la licenza al broker AFX.
(Se desideri leggere il comunicato ufficiale e le motivazioni della CySEC, clicca su questo link).


Inizialmente la sospensione è apparsa come temporanea per cui il problema appariva come un disguido momentaneo, destinato a riassorbirsi entro una decina di giorni, lasciando ipotizzare che i motivi della sospensione fossero veniali e di carattere amministrativo.

 

Purtroppo negli ultimi giorni è arrivata una doccia gelata per i clienti di questo broker, perché anche la FAC (Financial Conduct Authority), che è l’autorità di vigilanza del Regno Unito, ha emesso nei confronti di AFX un provvedimento che impone:
-la sospensione della licenza e il divieto di prosecuzione di ogni attività;
-l’obbligo di chiudere e la liquidazione tutte le posizioni di trading aperte dai propri clienti e dal broker stesso;
-l’obbligo di comunicare a tutti i clienti i dettagli della loro situazione (entro il 7 agosto 2019).

 

L’imposizione di questi obblighi rende evidente come in questo momento l’attenzione degli organi di controllo sia rivolta a salvaguardare il denaro dei clienti per cui non deve stupire che siano state avviate le procedure per monitorare la segregazione dei fondi dei clienti.
Si legge in quest’ottica il divieto nei confronti di AFX e STO di effettuare ogni forma di pagamento nei confronti dei clienti, in assenza di un consenso scritto da parte della FAC inglese.

 

Per i clienti italiani di STO e di AFX la conseguenza di questi provvedimenti è il blocco del conto con la conseguenza di non poter effettuare operazioni di trading ma, soprattutto, senza alcuna possibilità di disporre un bonifico per riportare in Italia il proprio denaro.

 

La domanda che alcuni clienti di questi broker mi stanno ponendo in questi giorni è “Cosa devo fare? Come faccio a tornare in possesso dei miei soldi? Cosa posso fare per tutelare i miei interessi?”.

 

In questo momento, nell’attesa che le autorità di controllo forniscano indicazioni e comunichino i risultati delle loro indagini sui broker, l’unica soluzione saggia è restare fermo.
Inutile anche fasciarsi la testa prima di rompersela, ad oggi infatti AFX e STO sono sospese e non sono state dichiarate insolventi!

In questo momento risulta prematuro iniziare ad ipotizzare quali soluzioni e quali procedure mettere in atto per recuperare il tuo denaro detenuto presso questi due broker.
Senza conoscere i dettagli della vicenda, è infatti impossibile pianificare le prossime mosse da compiere.

 

Personalmente mi sento però di fornirti 6 consigli!

 

Il primo consiglio consiste nel consultare quotidianamente sia il sito del tuo broker che degli organi di controllo (Consob, Fca e CySEC), dove troverai ogni aggiornamento in merito a questa vicenda, oltre alle eventuali procedure da adottare e le tempistiche da rispettare.

 

Il secondo consiglio consiste nel verificare se all’apertura del conto sei stato classificato come cliente “al dettaglio” oppure “professional”.
Negli ultimi tempi infatti numerosi investitori, anche se poco avvezzi ai mercati finanziari, hanno deciso di farsi classificare come “professional”, e quindi esperti, per poter sfuggire alle restrizioni imposte dall’Esma.

A livello legale infatti essere classificati come clienti “al dettaglio” oppure “professional” non è una differenza di poco conto.
In una vicenda come quella attuale, i clienti di questi due broker, che sono stati classificati “al dettaglio”, godranno della massima tutela, mentre al contrario i clienti censiti come “professional” avranno ben poche possibilità di far valere i propri diritti.

 

Il terzo consiglio è di prendere in mano il contratto di apertura del conto e di leggerlo con attenzione per comprendere se il rapporto che hai instaurato è con la società di Cipro oppure con la sua consociata in Italia oppure in Gran Bretagna.
Anche in questo caso, la differenza a livello legale è notevole…

 

Premesso che la società non è stata dichiarata fallita e che ogni discorso è quindi prematuro, probabilmente ti starà girando nella mente la seguente domanda “ma in caso di fallimento, quali tutele ho? Esiste un fondo di protezione?”.

 

Se sei classificato come cliente “al dettaglio” e il rapporto è con una società di Cipro, teoricamente in caso di insolvenza dovrebbe intervenire un Fondo di Garanzia cipriota che prevede un massimale di indennizzo pari a 20 mila euro per ciascun intestatario del conto.
Se desideri conoscere la procedura per attivare questa soluzione, clicca su questo link

 

Nella pratica, la situazione però potrebbe rivelarsi più complicata.
In prima battuta infatti occorre effettuare un reclamo ufficiale a AFX group.
Se questo primo contatto non giunge a buon fine, è possibile avanzare richiesta al Fondo cipriota ma poiché AFX presenta una sede succursale in Italia, è possibile che per i clienti italiani l’indennizzo massimo ammonti a 3.417 euro ad intestatario del conto.

 

Se invece sei classificato come cliente “professionale”, purtroppo difficilmente potrai far valere i tuoi diritti e ottenere un risarcimento dal Fondo cipriota.

 

Il quarto consiglio è di contattare le principali associazioni a tutela dei consumatori, come Aduc e Adusbef, per verificare con il loro ufficio legale quale sia la soluzione più efficiente per il tuo caso specifico.

Pur non essendo cliente di STO o di AFX, personalmente continuerò a seguire questa vicenda e mi impegno a tenerti informato!

Continua quindi a seguirmi sia sul mio sito che sul mio esclusivo gruppo chiuso su Facebook “Gabriele Bellelli – Trading & investing”!

In merito a questa vicenda è ovviamente intervenuta anche la Consob che nell’apposito comunicato rivolto ai risparmiatori italiani, si è raccomandata di consultare la sezione del sito denominata “Occhio alle truffe”.

 

Questa vicenda, indipendentemente dall’epilogo finale, mi fornisce lo spunto per fornirti infatti altri due consigli.
Il mio ultimo (doppio) consiglio è di fare tesoro di questa esperienza negativa e di iniziare ad orientare la tua operatività sui mercati regolamentati e di operare solo attraverso società che sono state autorizzate dalla Consob ad operare in Italia.
L’elenco delle società autorizzate da Consob ad operare in Italia è pubblico, è costantemente aggiornato e puoi consultarlo a questo link

Se il tuo broker non è all’interno di questo elenco, ti consiglio di pensarci due volte prima di restare cliente!


Se non sei cliente, evita di diventarlo!

 

Buon trading e buon investing, Gabriele

 

 

Il ribasso del prezzo del petrolio sta influenzando negativamente l'andamento del titolo azionario ENI, le cui quotazioni stanno tornando nei pressi di un importante livello di supporto di medio-lungo periodo, come illustrato nell'immagine sottostante.

 

ENI 5 agosto Gabriele Bellelli

 

eni 6 agosto 2019

 

Ad un investitore attento non sarà sfuggito come questa situazione sia particolarmente interessante dal momento che si presta ad essere sfruttata con molteplici soluzioni di investimento oppure di trading sia tramite l’acquisto diretto del tutolo azionario che tramite strumenti finanziari alternativi, come i certificates oppure le opzioni. 

 

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Dal punto di vista operativo, una strategia potrebbe consiste nel frazionare il capitale destinato alla singola operazione ed iniziare una serie di acquisti frazionati, sfruttando l’ampia area di supporto compresa tra 11,50 e 13,50 euro.

 

L’idea alla base di questa strategia è quella che, nell’impossibilità di conoscere il punto di minimo dei prezzi di Eni, sia saggio in fase di acquisto adottare un approccio scalare (scaling in) sfruttando l’area di supporto di medio periodo.

In quest’ottica ad esempio si potrebbe frazionare il capitale in quattro parti equipesate e procedere nel seguente modo: il primo ingresso può essere effettuato in area 13,50 euro, se poi il prezzo del titolo scende, si acquista una seconda tranche in area 12,50 euro.

Se il prezzo diminuisce ulteriormente si acquista una terza tranche in area 12 euro ed infine qualora il prezzo dovesse registrare un’ulteriore debolezza è possibile acquistare l’ultima porzione in area 11,50 euro.

 

Dopo l’ultimo ingresso, occorre verificare il prezzo medio di carico e provvedere a definire il livello di stop loss e quindi a gestire il rischio dell’operazione.

 

L’uscita dalla posizione può essere gestita sia in ottica trading di breve periodo, monetizzando l’eventuale guadagno sul rimbalzo dei prezzi, oppure in ottica di investing e quindi di medio-lungo periodo, puntando ad incassare i dividendi oppure di rivendere nell’area di resistenza tra 14 e 16 euro.

 

Attenzione ad un dettaglio: non confondere un ingresso frazionato (scaling in), che è l’approccio che ti ho consigliato io, con il “mediare al ribasso”!

Mediare al ribasso significa acquistare immediatamente l’intera posizione, che ti eri prefissato, per poi incrementarla man mano che il titolo scende e si dirige nella direzione opposta a quanto avevi ipotizzato.

Non ho alcuna esitazione nel sostenete che mediare al ribasso sia una delle principali cause della rovina finanziaria di un risparmiatore.

Al contrario invece l’ingresso scalare presuppone prima di stabilire a priori l’importo destinato alla singola operazione, poi di frazionarlo in parti ed infine di acquistare man mano che i prezzi diminuiscono.

 

Ti confesso che l’approccio scalare è uno dei miei preferiti ed è quello che mi ha dato le maggiori soddisfazioni economiche, dal momento che si tratta di una strategia tanto efficiente quanto duttile.

 

Per completezza ti segnalo infatti i principali pregi e punti di forza di questa soluzione operativa:

puoi utilizzare questa strategia sia nelle operazioni di trading di breve periodo che di investing di medio-lungo periodo

puoi utilizzare questo approccio con azioni, obbligazioni, ETF, fondi comuni di investimento ma anche con alcune tipologie di certificates

puoi gestire a piacimento il numero delle parti in cui frazioni il capitale: nella strategia che ti ho appena illustrato, ho frazionato il capitale in 4 parti ma puoi decidere di dividerlo in modo diversi, ad esempio in 2 parti o in 3 oppure in 5.

L’unico aspetto a cui devi prestare attenzione nel frazionare il capitale è nel trovare un punto di equilibrio tra il costo (incidenza) delle commissioni e il vantaggio monetario che la strategia scalate comporta.

puoi gestire a piacimento le frazioni di capitale: nella strategia che ti ho appena illustrato, il capitale è stato diviso in frazioni equipesate (tutte uguali) ma nulla vieta che tu possa gestirlo in modo alternativo, ad esempio effettuando il primo acquisto con il 10% della posizione, il secondo con il 20%, il terzo con il 30% oppure il quarto con il 40% o viceversa. Anche in questo caso, gli unici vincoli sono la tua fantasia e la valutazione dell’incidenza delle commissioni, soprattutto se operi con capitali ridotti.

puoi adottare questa strategia sia per acquistare che per vendere: puoi frazionare infatti anche le uscite (scaling out) da una posizione, ad esempio prendendo profitto con metà posizione una volta che i prezzi hanno raggiunto un target di prezzo e lasciando correre la restante posizione, gestendola con un trailing profit. 

 

L'ingresso e l'uscita frazionata costituiscono uno degli argomenti che tratto nel mio corso di trading (la prossima edizione si svolgerà a dicembre ma puoi iscriverti oggi, usufruendo di un ottimo sconto!)

Se desideri imparare a fare trading in modo professionale, utilizzando solo strategie che si sono rivelate profittevoli su base statistica, ti consiglio di iscriverti al mio "corso di trading", che inizierà lunedì 2 dicembre ed a cui puoi iscriverti oggi stesso usufruendo di un ottimo sconto!


Durante il corso ti insegnerò una metodologia profittevolesemplice e replicabile al 100%, anche se hai poco tempo a disposizione e non sei tutto il giorno davanti al computer.
Il corso ha una durata di 10 lezioni (oltre ai video extra), si svolgerà online e in diretta al lunedì sera ma ogni lezione sarà anche registrata in modo da essere rivista a piacere nel corso degli anni successivi.
Ti garantisco che il corso è appositamente studiato per essere frequentato con uguale profitto sia tramite le lezioni in diretta che tramite le registrazioni!
L’intero corso ha un taglio pratico, concreto ed operativo e ti insegnerà a ad operare sia in ottica di breve che di medio-lungo periodo su azioni, ETF-ETC, obbligazioni e futures.
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Nel rispetto delle vigenti normative si specifica che in questo articolo il materiale è stato prodotto da Gabriele Bellelli, investitore privato e formatore (in seguito “autore”) il giorno 5 agosto 2019 alle ore 15 e diffusa al pubblico per la prima volta il 6 agosto 2019 alle ore 13. 
L’autore del presente articolo si trova in un rapporto o circostanza da cui possa ragionevolmente attendersi la compromissione della correttezza della presente comunicazione o la presenza di eventuali conflitti di interesse, a titolo esemplificativo e non esaustivo, non percepisce una remunerazione per il servizio di analisi sui prodotti finanziari oggetto dell'articolo da parte dell’emittente di tali prodotti, ma detiene attualmente alcuni dei prodotti finanziari citati. 
In particolare, l’autore non detiene una posizione corta o lunga netta superiore alla soglia dello 0,50% del capitale azionario totale emesso dagli emittenti al quale la raccomandazione si riferisce, e non detiene neanche indirettamente una posizione netta superiore alla soglia dello 0,50% del capitale azionario totale emesso dagli emittenti al quale la raccomandazione si riferisce anche indirettamente, non è un market maker o un fornitore di liquidità per gli strumenti finanziari dell’emittente, non ha svolto nei 12 mesi precedenti la funzione di capofila o capofila associato di un’offerta pubblica di strumenti finanziari dell’emittente, non è parte di un accordo con l’emittente sulla prestazione di servizi di impresa di investimento e non è parte di un accordo con l’emittente relativo alla produzione della raccomandazione.
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In generale, si ricorda che l’investimento in strumenti finanziari comporta il rischio di subire delle perdite del capitale investito, che nella peggiore delle ipotesi può arrivare fino alla perdita totale dello stesso. 
In considerazione di ciò, ogni eventuale decisione di investimento negli strumenti finanziari oggetto del presente seminario e il relativo rischio rimangono a carico del destinatario della stessa, che dovrà analizzare e approfondire, eventualmente facendosi affiancare da un professionista di fiducia, le caratteristiche di ogni strumento finanziario per verificarne la compatibilità con la propria pianificazione finanziaria personale e il proprio grado di rischio.
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Si rileva anche che l’autore del seguente materiale e seminario non è iscritto all’Ordine dei Giornalisti e che pertanto potrebbe detenere alcuni dei valori mobiliari oggetto del seguente articolo.
Inoltre le informazioni contenute all’interno di questo articolo non costituiscono un servizio di consulenza finanziaria o un consiglio operativo, né costituiscono sollecitazione al pubblico risparmio, o a qualsivoglia forma di investimento.
I risultati presentati non costituiscono alcuna garanzia relativamente ad ipotetiche performance future. 
Il materiale illustrato ha scopo puramente didattico, e l’autore, nonostante abbia messo la massima cura nell’elaborazione dei dati e dei testi, declina ogni responsabilità su eventuali inesattezze dei dati riportati e chiunque investa i propri risparmi prendendo spunto dalle indicazioni riportate, lo fa a proprio rischio e pericolo.

 

Il ribasso del prezzo del petrolio sta infuenzando negativamente l'andamento della corona norvegese (NOK) che si sta svalutando nei confronti dell’Euro e questa situazione potrebbe rivelarsi preziosa per valutare di inserire in portafoglio obbligazioni in valuta norvegese.

 

L'idea operativa non consiste nel ricercare il rendimento obbligazionario, dal momento il rendimento medio dei bond è intorno al 1,35% lordo, ma piuttosto di sfruttare le obbligazioni per investire, con un grado di rischio contenuto, sulla valuta norvegese che in questo momento sta vivendo una fase di debolezza causata dal ribasso del petrolio ma che potrebbe recuperare nel momento in cui l'oro nero dovesse riprendersi e virare nuovamente al rialzo.

 

Nella tabella sottostante ho riassunto i dettagli (prezzo, scadenza e rendimento) delle principali obbligazioni in corona norvegese quotate su Borsa Italiana e Eurotlx, che sono i principali mercati obbligazionari di riferimento per l'investitore italiano.  

Ti segnalo che queste obbligazioni sono tutte emesse da emittenti con un buon rating, e quindi con un buon livello di sicurezza in termini di solvibilità, e sono tutte tassate con un aliquota del 12,50%.

 

Obbligazioni NOK 2 agosto 2019

 

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Dal punto di vista operativo, si potrebbero valutare due strategie operative.


La prima strategia prevede puntare i fari sul cross Euro-Nok per sfruttarne gli eccessi per acquistare, attraverso ingressi frazionati, qualche obbligazione in corone norvegesi.

EurNok daily 2 agosto 2019

 

EurNok mensile 2 agosto 2019



La seconda soluzione ipotizza di puntare i fari sul prezzo del petrolio e di sfruttarne la debolezza, ad esempio in caso di discesa sotto 44$, per iniziare ad acquistare, sempre attraverso ingressi frazionati, obbligazioni in Nok.

 petrolio weekly 2 agosto 2019

 

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Se desideri imparare a conoscere e selezionare le obbligazioni ed a calcolarne  correttamente il rendimento per costruire e per gestire un portafoglio, profittevole ed a rischio contenutoinvestendo in modo consapevole, autonomo e indipendente dai consigli della tua banca o del tuo promotore finanziario, che sono sempre in conflitto con i tuoi interessi, ti consiglio di partecipare al mio corso "INVESTIRE CON LE OBBLIGAZIONI" che inizierà il 23 settembre e si svolgerà online al lunedì sera, in diretta ma, contemporaneamente, ogni lezione sarà anche registrata in modo da poterla rivedere a piacimento nel corso dei prossimi anni.

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L’autore del presente articolo non si trova in un rapporto o circostanza da cui possa ragionevolmente attendersi la compromissione della correttezza della presente comunicazione o la presenza di eventuali conflitti di interesse, a titolo esemplificativo e non esaustivo, non percepisce una remunerazione per il servizio di analisi sui prodotti finanziari oggetto dell'articolo da parte dell’emittente di tali prodotti, e non detiene attualmente alcuni dei prodotti finanziari citati. 
In particolare, l’autore non detiene una posizione corta o lunga netta superiore alla soglia dello 0,50% del capitale azionario totale emesso dagli emittenti al quale la raccomandazione si riferisce, e non detiene neanche indirettamente una posizione netta superiore alla soglia dello 0,50% del capitale azionario totale emesso dagli emittenti al quale la raccomandazione si riferisce anche indirettamente, non è un market maker o un fornitore di liquidità per gli strumenti finanziari dell’emittente, non ha svolto nei 12 mesi precedenti la funzione di capofila o capofila associato di un’offerta pubblica di strumenti finanziari dell’emittente, non è parte di un accordo con l’emittente sulla prestazione di servizi di impresa di investimento e non è parte di un accordo con l’emittente relativo alla produzione della raccomandazione.
I contenuti del presente articolo sono elaborati sulla base delle seguenti fonti di informazione: Borsaitaliana.it, Eurotlx.com e Tradingview.com , che l’autore ritiene attendibili per quanto a sua conoscenza, senza tuttavia poterne garantire l’assoluta affidabilità.
Le valutazioni in merito agli strumenti finanziari sono state elaborate in base a modelli proprietari creati dall’autore. Le informazioni in merito ai modelli proprietari utilizzati sono consultabili sul sito Bellelli.biz (sito attualmente in ristrutturazione)
A seguito di una personale valutazione dell’autore il grado di rischio comportato degli strumenti finanziari oggetto di valutazione nel presente articolo è elevato. 
Ad ogni buon conto, si ricorda che per loro stessa natura le affermazioni prospettiche comportano rischi e incertezze, in quanto relative a eventi e circostanze futuri, di conseguenza i risultati effettivi, le performance, i rendimenti e/o i risultati economici complessivi possono discostarsi significativamente da quelli descritti o suggeriti nelle affermazioni prospettiche contenute nel presente seminario. 
In generale, si ricorda che l’investimento in strumenti finanziari comporta il rischio di subire delle perdite del capitale investito, che nella peggiore delle ipotesi può arrivare fino alla perdita totale dello stesso. 
In considerazione di ciò, ogni eventuale decisione di investimento negli strumenti finanziari oggetto del presente seminario e il relativo rischio rimangono a carico del destinatario della stessa, che dovrà analizzare e approfondire, eventualmente facendosi affiancare da un professionista di fiducia, le caratteristiche di ogni strumento finanziario per verificarne la compatibilità con la propria pianificazione finanziaria personale e il proprio grado di rischio.
I contenuti sono stati prodotti sulla base dei dati, delle informazioni e delle quotazioni rilevale il giorno 2 agosto 2019 alle ore 16.
Non è previsto un aggiornamento dei contenuti di questo articolo.
L’elenco delle raccomandazioni diffuse nei precedenti 12 mesi sarà a breve reperibile sul sito Bellelli.biz (sito attualmente in ristrutturazione)

Si rileva anche che l’autore del seguente materiale e seminario non è iscritto all’Ordine dei Giornalisti e che pertanto potrebbe detenere alcuni dei valori mobiliari oggetto del seguente articolo.
Inoltre le informazioni contenute all’interno di questo articolo non costituiscono un servizio di consulenza finanziaria o un consiglio operativo, né costituiscono sollecitazione al pubblico risparmio, o a qualsivoglia forma di investimento.
I risultati presentati non costituiscono alcuna garanzia relativamente ad ipotetiche performance future. 
Il materiale illustrato ha scopo puramente didattico, e l’autore, nonostante abbia messo la massima cura nell’elaborazione dei dati e dei testi, declina ogni responsabilità su eventuali inesattezze dei dati riportati e chiunque investa i propri risparmi prendendo spunto dalle indicazioni riportate, lo fa a proprio rischio e pericolo.

 

Da un paio di settimane i fondi obbligazionari di H2O Asset Management, società appartenente al gruppo francese Natixis, sono al centro di uno scandalo che è nato in seguito ad un articolo apparso sul Financial Times.

Un articolo del prestigioso quotidiano finanziario inglese segnalava che i fondi “Adagio”, “Allegro” e “Multibonds” detenevano all’interno dei rispettivi portafogli (4,30% in Adagio, 9,70% in Allegro e 8,30% in Multibonds) dei titoli obbligazionari illiquidi, ossia emessi da piccole aziende, senza rating, che si trovano in fase di rilancio e di ristrutturazione. Oltretutto una porzione di questi titoli sarebbero riconducibili a società collegate al finanziere tedesco Lars Windhorst, personaggio chiacchierato e controverso poiché nel recente passato ha alle spalle cause legali e fallimenti.

A complicare il quadro, è emerso un potenziale conflitto di interessi dal momento che ad inizio anno, Bruno Crastes, che è l’amministratore delegato di H2O, avrebbe iniziato una collaborazione (membro del “comitato consultivo”) con la società “Tennor Holding” che è riconducibile al già citato Lars Windhorst.

 

L’articolo ha avuto un notevole eco, a tal punto che Mornigstar ha sospeso il giudizio e ha revocato il rating su questi tre fondi.

Al tempo stesso, numerose banche e società di consulenza hanno contattato i propri clienti, consigliando loro di liquidare (in tutto o in parte) le quote detenute in questi tre fondi.

Ça va sans dire, la conseguenza di queste due azioni è stato un elevato deflusso monetario dalle masse gestite da questi fondi, causato dai numerosi riscatti dei clienti spaventati.

 

Nel mentre però la società non è stata con le mani in mano a subire passivamente gli eventi ma si è prontamente prodigata sia per porre concretamente rimedio alle criticità emerse sia per dare risposte al mercato ed agli operatori.

Nello specifico Natixis, che è la società che controlla H2O, ha annunciato sia di aver fortemente alleggerimento il peso delle obbligazioni illiquide e chiacchierate (anche se per motivi di privacy non è stato dichiarato il nome delle tre società che hanno acquistato), che attualmente avrebbero un peso inferiore al 2% del patrimonio gestito, sia di aver prontamente eliminato il potenziale conflitto di interessi con la Tennor holding.

Contemporaneamente la società ha anche annunciato la rimozione temporanea delle commissioni di ingresso, che in precedenza a questo scandalo ammontavano al 5%.

 

La domanda che ti stai ponendo, è probabilmente quella che gira oggi nella mente di tutti gli investitori “siamo di fronte ad un problema reale oppure si è trattato di una tempesta in un bicchiere d’acqua?”.

 

La risposta a questa domanda non è semplice e neanche banale.

Qualora fossimo in presenza di un problema reale, l’ideale sarebbe liquidare le quote detenute.

Qualora invece fossimo di fronte ad una risposta emotiva e quindi ad una tempesta in un bicchiere d’acqua, il discorso cambierebbe completamente e, in tal caso, saremmo di fronte ad una possibile occasione di acquisto.

 

Per approfondire, per fare domande o chiedere informazioni in merito agli argomenti che verranno trattati in questo articolo, 
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Tornando alla domanda iniziale, oggi è impossibile stabilire se le criticità per i fondi H2O sono state risolte e siano destinate ad essere solo uno spiacevole ricordo, oppure se nel corso delle prossime settimane assisteremo ad ulteriori sviluppi.

 

Dal mio punto di vista è però possibile effettuare alcune considerazione di carattere generale, utili per aiutarti, come investitore, a valutare il quadro generale in modo consapevole.

 

La mia prima considerazione è che io sono stupito dello stupore di Morningstar.

Non appartengo al gruppo delle verginelle che parlano di scandalo, dal momento che era palese ad ogni addetto ai lavori che per ottenere queste ottime performance, in presenza di tassi a zero, il gestore dei fondi non acquistasse dei bund tedeschi ma che, al contrario, utilizzasse prodotti derivati e strategie aggressive, o speculative che dir si voglia.

 

La seconda considerazione è che le performance passate di questi tre fondi sono state di assoluto valore e che stiamo parlando di fondi che sono in cima alle classifiche da 10 anni a questa parte e di un gestore che ha dimostrato sul campo di sapere il fatto suo.

Io stesso, che in linea generale non sono un amante dei fondi comuni di investimento, perché ritengo che nella maggioranza dei casi siano uno strumento costoso e scarsamente efficiente, sostengo da tempo che i fondi “Adagio”, “Allegro” e “Multibond” registrano performance interessanti e che quindi è saggio valutarli per un eventuale inserimento in portafoglio.

 

Per darti un'idea concreta, i mostro nelle immagini sottostanti le performance dei fondi "H2O Adagio" e "H2O Multibonds", elaborate con Fidaworkstation. 

 

 H2O Adagio

 H2O Adagio R Cap EUR 1

 

H2O Adagio R Cap EUR 2

H2O Adagio R Cap EUR 3

 

H2O MultibondsH2O Multibonds R Cap EUR 1

H2O Multibonds R Cap EUR 2

 

H2O Multibonds R Cap EUR 3

 

La terza considerazione è che i timori di default di questi fondi sono voci assolutamente false e messe in giro da ignoranti oppure da concorrenti sleali.

Il patrimonio di un fondo comune è separato da quello della società che lo gestisce o della società che lo controlla per cui non sussiste alcun rischio default.

Nel peggiore dei casi è possibile assistere ad un deprezzamento del valore delle quote dei fondi, come conseguenza di un deprezzamento del valore degli asset detenuti in portafoglio, ma questo è un discorso diverso e coinvolge ogni fondo e ogni ETF, e non solo questi tre di H2O.

 

La mia unica perplessità è in realtà un dubbio: dopo questa vicenda, il gestore continuerà ad essere sereno e ad avere briglia sciolta nell’impostare la sua operatività come in passato oppure, anche solo magari inconsciamente, viaggerà con il freno a mano tirato e subirà un condizionamento psicologico?

 

A questo punto la domanda che sorge spontanea è “cosa fare? Acquistare oppure vendere?”.

 

Per rispondere a questa domanda, sono necessari un paio di passaggi.

Il primo passaggio consiste nel verificare di aver compreso le caratteristiche del fondo di investimento che stai valutando di acquistare.

 

Il secondo passaggio consiste nel verificare che il fondo sia compatibile con la tua personale pianificazione finanziaria, in particolare per quanto riguarda la propensione e la tolleranza al rischio.

Se non comprendi le caratteristiche del prodotto finanziario oppure se il fondo non rientra nel perimetro del grado di rischio che sei disposto ad assumerti, allora è saggio non acquistare o vendere le quote, qualora tu le possieda.

Al contrario invece, se hai compreso le caratteristiche dei fondi e hai verificato che siano compatibili con la tua pianificazione finanziaria, puoi mantenerli in portafoglio oppure puoi valutare la possibilità di acquistarli, sfruttando il momentaneo azzeramento delle commissioni di sottoscrizione.

 

© Riproduzione parziale o totale concessa con espressa citazione della fonte

 

Nel rispetto delle vigenti normative si specifica che in questo articolo il materiale è stato prodotto da Gabriele Bellelli, investitore privato e formatore (in seguito “autore”) il giorno 8 luglio 2019 alle ore 17 e diffusa al pubblico per la prima volta il 8 luglio 2019 alle ore 19. 
L’autore del presente articolo non si trova in un rapporto o circostanza da cui possa ragionevolmente attendersi la compromissione della correttezza della presente comunicazione o la presenza di eventuali conflitti di interesse, a titolo esemplificativo e non esaustivo, non percepisce una remunerazione per il servizio di analisi sui prodotti finanziari oggetto del seminario da parte dell’emittente di tali prodotti, e detiene alcuni dei prodotti finanziari citati. 
In particolare, l’autore non detiene una posizione corta o lunga netta superiore alla soglia dello 0,50% del capitale azionario totale emesso dagli emittenti al quale la raccomandazione si riferisce, e non detiene neanche indirettamente una posizione netta superiore alla soglia dello 0,50% del capitale azionario totale emesso dagli emittenti al quale la raccomandazione si riferisce anche indirettamente, non è un market maker o un fornitore di liquidità per gli strumenti finanziari dell’emittente, non ha svolto nei 12 mesi precedenti la funzione di capofila o capofila associato di un’offerta pubblica di strumenti finanziari dell’emittente, non è parte di un accordo con l’emittente sulla prestazione di servizi di impresa di investimento e non è parte di un accordo con l’emittente relativo alla produzione della raccomandazione.
I contenuti della presente comunicazione sono elaborati sulla base delle seguenti fonti di informazione: Fidaworkstation e https://www.im.natixis.com/it/affiliated-investment-managers/h2o-asset-management, che l’autore ritiene attendibili per quanto a sua conoscenza, senza tuttavia poterne garantire l’assoluta affidabilità.
Le valutazioni in merito agli strumenti finanziari sono state elaborate in base a modelli proprietari creati dall’autore. Le informazioni in merito ai modelli proprietari utilizzati sono consultabili sul sito Bellelli.biz (sito attualmente in ristrutturazione)
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In generale, si ricorda che l’investimento in strumenti finanziari comporta il rischio di subire delle perdite del capitale investito, che nella peggiore delle ipotesi può arrivare fino alla perdita totale dello stesso. 
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I contenuti sono stati prodotti sulla base dei dati, delle informazioni e delle quotazioni rilevale il giorno 5 luglio 2019 alla chiusura del mercato.
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GabrieleBellelliTrader, educatore finanziario indipendente e scrittore

Opero su obbligazioni, azioni, ETF, certificati e derivati prevalentemente con ottica di breve e medio-lungo periodo; il mio approccio ai mercati finanziari è da "buon padre di famiglia", che punta al rendimento ma con un'attenta gestione del rischio di portafoglio.

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