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L’immagine sopra molto
l’andamento dell’indice S&PMIB e dei segnali operativi generati
su di esso dal pattern di prezzo chiamato Oops di Williams. L'oops di Williams è una particolare
configurazione d'inversione di tendenza e può quindi essere sia
rialzista che ribassista, ovviamente a seconda delle implicazioni
grafiche. Potete osservare nel grafico come
ogni volta che l’indice abbia disegnato questa particolare
configurazione, l’indice abbia invertito la propria tendenza. Per configurarsi, l’oops necessita
di alcune condizioni: -
presenza di una tendenza
da invertire -
presenza di un gap up o
gap down -
chiusura di giornata
superiore/inferiore al minimo/massimo rispetto all’andamento della
giornata precedente Prima condizione: L'oops presuppone
quindi una tendenza da invertire, al rialzo o al ribasso. Quando si
configura all'interno di una fase laterale, ossia una congestione, la
figura in esame perde ogni affidabilità e non è quindi da
considerare. Seconda condizione: l'oops sorge a
seguito di un gap up o gap down. Senza gap quindi non si configura la
figura in analisi. Per "gap" s'intende un
intervallo di prezzo non coperto da scambi per cui sul grafico si
visualizzerà un "vuoto" ( vedi capitolo precedente). Riassumendo brevemente, fin qui
abbiamo detto che l’oops di Williams si configura solo in presenza di
trend , di un gap e che può essere rialzista o ribassista, a seconda
che inverta una tendenza al ribasso o al rialzo. Entrando più nello specifico: OOPS
RIALZISTA
Analizziamo l’immagine
dell’indice S&PMIB e possiamo notare: -
tra Agosto e Settembre la
tendenza era ribassista, ossia i minimi ed i massimi erano decrescenti. -
Il giorno contrassegnato
dal segnale “buy” di acquisto, le contrattazioni aprono a 32.995
punti ossia ad un valore inferiore rispetto al minimo del giorno
precedente che era 33.060 punti. Si configura così un gap down. La tendenza quindi è al ribasso ed
anche l’apertura di giornata è decisamente negativa poiché le
contrattazioni, come abbiamo visto, aprono ad un valore di prezzo
inferiore addirittura al minimo del giorno prima. Apparentemente quindi
la situazione è nera… invece poco dopo l’inizio delle
contrattazioni, l’indice riprende a salire e a fine giornata si trova
ad un livello di prezzo superiore rispetto al minimo della giornata
precedente, chiudendo quindi il gap down delineato in apertura. A questo
punto si è configurato il pattern d’inversione di tendenza. Il segnale d'acquisto scatta quando
ad un'apertura in gap down ( inferiore al minimo del giorno precedente )
segue una chiusura superiore allo stesso minimo della seduta precedente.
Il gap down quindi dev'essere completamente "chiuso". L’oops è quindi una configurazione
d’inversione che si sviluppa solo sui minimi quando il mercato ha già
toccato il fondo ed ogni notizia negativa è stata scontata… Il segnale d’acquisto scatta in
chiusura di seduta, o in apertura il giorno successivo. Lo stop loss è da fissare in caso di
chiusura inferiore al minimo del giorno in cui si delinea il gap down. Anche il secondo segnale operativo,
che si sviluppa tra Ottobre e Novembre,
ha tutte le caratteristiche necessarie: tendenza al ribasso delle
contrattazioni che delineano minimi e massimi decrescenti e gap down in
apertura. Anche in questo caso ad una apertura ad un livello di prezzo
inferiore al minimo del giorno precedente, segue una chiusura superiore
al minimo del giorno precedente. Anche in questo caso il segnale
d’acquisto scatta in chiusura di giornata e lo stop loss è da fissare
in caso di chiusura inferiore al minimo del giorno in cui si è
configurato il gap down. OOPS
RIBASSISTA
Nel caso dell' oops ribassista,
invece, il segnale short scatta quando ad un'apertura in gap up (
superiore al massimo della seduta precedente ) segue una chiusura
inferiore a tale massimo e quindi si viene a chiudere il gap up. ( vedi
immagine sopra ). Il segnale short scatta in chiusura,
o in apertura il giorno seguente. Lo stop loss è da fissare in caso di
chiusura superiore al massimo del giorno che origina l'oops. Anche in questo caso possiamo notare
come in tutti e 2 i segnali operativi, illustrati nell’immagine, la
tendenza fosse ben delineata e fosse rialzista, con i minimi ed i
massimi crescenti. Anche in questi caso l’apertura è avvenuta in gap
up, ossia ad un livello di prezzi superiore ai massimi registrati il
giorno precedente. Anche l’oops ribassista, come quello rialzista, è
una configurazione d’inversione che si verifica sui punti estremi di
mercato. Nello specifico l’oops ribassista si sviluppa a seguito di un
mercato particolarmente euforico e il gap up di apertura è l’ultimo
fuoco d’artificio. Non resta che inserire le condizioni
richieste: O < L[1] AND che significa che
O ( open, ossia apertura ) è inferiore a L ( low, ossia il
minimo ) di [1] ,ossia del giorno prima. C > L [1] AND che significa che C ( close, ossia
chiusura ) è maggiore di L ( low, ossia il prezzo minore ) di [1],
ossia del giorno precedente. MOV(C,3,S) < MOV(C,10,S)
che significa che MOV ( media
mobile S, cioè semplice, calcolata
su C, ossia il prezzo di chiusura, a 3 giorni ) è minore della media
mobile semplice calcolata a 10 giorni sui prezzi di chiusura. Questo
significa che la tendenza di brevissimo ( 3 giorni ) è ribassista.
Infine selezioniamo “usa filtro”
( come illustrato nell’immagine sopra ), selezioniamo “ok” ed
abbiamo creato l’explorer per ricercare in automatico l’Oops
Rialzista. Adesso possiamo passare a creare l’Oops
Ribassista. La procedura base è sempre la
stessa: selezionare “VT
explorer” dalla barra degli strumenti del programma, clikkare
“aggiungi” e poi “filtro”. A questo punto non resta che inserire
le condizioni necessarie all’oops ribassista per configurarsi. O > H[1] AND significa O ( open, apertura ) è
maggiore di H ( high, massimo ) di [1] ossia del giorno prima C < H[1] AND significa che C ( close, chiusura
) è minore di H ( high, minore ) di [1] ossia del giorno prima MOV ( C, 3, S ) > MOV ( C, 10, S)
significa che la media mobile
semplice a 3 giorni calcolata sui prezzi di chiusura deve essere
maggiore della media mobile semplice a 10 giorni calcolata sui prezzi di
chiusura.
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